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L’Estate Hot dei Periodici Italiani – Dati diffusioni Ads Agosto 2013

Da alcuni mesi nelle edicole c’è una inversione di tendenza: i periodici hanno ripreso a vendere. Lo confermano i numeri di agosto: abbiamo vissuto un’estate hot. Con qualche dubbio

INVERSIONE DI TENDENZA Su questo blog ho segnalato qualche mese fa una apparente inversione di tendenza. Nonostante la crisi continui a picchiare con durezza i periodici italiani, in edicola pare essere arrivata una schiarita per molti settimanali e mensili. E questo al netto di copie gratuite e vendite in blocco (trucchetti usati in passato per far lievitare i risultati).

Lo confermano i dati di Ads sulle diffusioni nel mese di agosto (copie in edicola, senza conteggiare gli abbonamenti). Tra i settimanali osservo che hanno venduto bene, rispetto al mese di luglio, Chi (+10,8%), Diva e Donna (+8,3%), l’Espresso (+8,6%), F (+11,6%), Gioia (+51,2%), Novella 2000 (+30%), Sportweek (+17,5%), Vanity Fair (+13,6%), Vero (+14,8%).

CAUTELA NECESSARIA Naturalmente è preferibile attendere prima di urlare vittoria. Agosto è il regno delle riviste di gossip, dei giornali abbinati, dei prezzi scontati, delle vendite in blocco, delle copie gratuite. Rimandiamo tutto a ottobre per una verifica più approfondita.

Ma bisogna constatare che i segni positivi aumentano rispetto a soli 3 mesi fa.

Conforta anche il confronto anno su anno, dunque il paragone tra le vendite in edicola nell’agosto 2013 e nell’agosto 2012. Qui rimangono molti segni negativi, alcuni piuttosto pesanti, ma noto il rimarchevole risultato di certe testate.

Dati Ads diffusioni settimanali e mensili nell’agosto 2013. E comparazioni con il passato.

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Migliorano le vendite dei settimanali – Dati Ads giugno 2013

Più copie vendute in edicola per le riviste settimanali italiane. Sembra prendere consistenza un’inversione di tendenza. Bisogna ora attendere l’autunno per vedere se si tratta di un fenomeno legato al periodo di vacanza estivo.

Prima Comunicazione ha pubblicato i dati Ads sulle diffusioni di quotidiani, settimanali e mensili nel giugno 2013. Molti settimanali mostrano un segno positivo nelle vendite in edicola. Viene confermata una tendenza emersa due mesi fa, che ora si allarga a numerose testate. A una rapida analisi, le riviste con le performance migliori, vicine o superiori al 20%, sono Gioia (ha fatto un restyling in maggio), Motosprint, Novella 2000 (testata ceduta a fine giugno da Rcs), Settimanale Nuovo. Vanno bene anche Diva e Donna, Donna Moderna, Gente, Grazia, Di Più.

Ma il nuovo modo di rilevare i dati Ads, mese su mese, apparso di recente, presenta spesso oscillazioni rilevanti nel breve periodo, legate a promozioni, rilanci, periodi di vacanza e ferie dei lettori (che incoraggano la lettura delle testate più orientate allo svago). Pertanto è necessario attendere le prossime rilevazioni per verificare se davvero gli accenni di ripresa nelle vendite segnalano il superamento della crisi.

Primaonline: diffusioni periodici nel giugno 2013.

Primaonline

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Le montagne russe dei settimanali – Dati di vendita maggio 2013

Provo a fare qualche minima osservazione sui dati Ads, usciti lunedì, che dicono quante copie vendono i quotidiani e i periodici italiani. I settimanali mostrano finalmente qualche segno positivo dopo molti mesi di risultati deludenti, una conferma di quanto si era iniziato a vedere in giugno. C’è movimento anche nelle copie digitali. Ma il confronto con un anno fa fotografa la gravità della crisi dell’editoria.

Naturalmente non parlerò dei quotidiani e delle 75 mila copie digitali del Sole 24 Ore, le 61 mila del Corriere della Sera, 49 mila di La Repubblica.

Mi concentro sui settimanali.

Prendiamo i dati di vendita in edicola di maggio e confrontiamoli con aprile 2013.
Ci sono alcuni interessanti segnali di risveglio. Chi vende il 5,9 % in più, Diva e Donna fa +13,9%, Donna Moderna +10%, F +26,1%, Grazia +30,1%, Oggi +5,4%.

Invece il confronto maggio 2013 con maggio 2012 fa accapponare la pelle.
Espresso perde il 70%, il Mondo il 68%, Oggi il 39%, Panorama il 57%, Di Più Tv il 56%, perfino Vanity Fair, da un decennio gallina dalle uova d’oro, cala del 39,8%: segno che non si poteva proprio fare di meglio?

Nel digitale vedo che, mese su mese, alcune testate registrano forti incrementi.

Primaonline: dati vendita maggio 2013.

Primaonline

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Periodici, il calo della pubblicità e delle copie vendute

Non è il dato finale dell’anno, ma quasi ci siamo. Ieri l’Osservatorio stampa delle Concessionarie di pubblicita’ (Fcp) ha disegnato il quadro della raccolta pubblicitaria sulla carta stampata nei primi 11 mesi del 2012. Complessivamente il calo è del 17 % a fatturato. I periodici, però, vanno meno bene della media. Complessivamente perdono 17,2% a fatturato e il 13,2% come spazio (le pagine di pubblicità). Con questa differenziazione. I settimanali vanno peggio, con fatturato a -19,9% e spazio a -12%. I mensili fanno -14,1% a fatturato e -15% a spazio. Nel complesso, i quotidiani riportano meno danni della media, i quotidiani gratuiti sono crollati, i periodici si trovano nel mezzo.

Sono dati da affiancare a quelli delle copie vendute e degli abbonamenti, usciti qualche giorno fa su Prima comunicazione online. Anche di questo lascio il link.

Borsa italiana: male la pubblicità nella stampa

Prima Comunicazione: vendite giornali Ads

 

 

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Sugli editori, lo sviluppo digitale, le copie replica dei giornali e Ads

Cos’è un giornale digitale? Più della realtà e delle infinite potenzialità creative conta la definizione data da editori e pubblicitari, che hanno deciso, attraverso le loro associazioni di categoria, di certificare da gennaio le copie digitali delle testate vendute in Italia. Avremo uno strumento che aiuta a misurare lo sviluppo digitale e il successo di quotidiani, settimanali, mensili online e su mobile.

COPIE CERTIFICATE. Proprio ieri tornavo sul complesso delle azioni promosse dagli editori italiani nel campo del digitale. Avevo trascurato la notizia, peraltro anticipata in un recente post, che da gennaio Accertamenti diffusioni stampa (Ads), cioè l’associazione di editori e pubblicitari incaricata di verificare e certificare le copie dei giornali vendute nel nostro Paese, si preoccuperà di certificare anche le copie digitali degli stessi.

COS’È UN GIORNALE DIGITALE. Nel comunicato di Ads c’è un passaggio che contiene la definizione di cosa sia l’edizione digitale di un giornale. Una descrizione che è funzionale al lavoro che dovrà essere svolto dalla Accertamenti diffusioni stampa. Ma, come tutte le definizioni di natura burocratica, condizionerà il mercato. Anzi, nasce dalle esigenze dei protagonisti del mercato di regolamentarlo e, inevitabilmente, indirizzarlo.

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Le parole che non mi hai detto/ Earned advertisement

Earned, guadagnato.
Giovanni si è guadagnato la promozione. Vuol dire che ha lavorato sodo, con ottimi risultati. E’ bravo.
Ma come fa la pubblicità a essere guadagnata, sudata, non “pagata”? Perché questo significa earned advertisement, pubblicità conquistata, un’espressione che trovo spesso nelle mie peregrinazioni nel web, una parola di moda, frequente, una di quelle di cui si riempiono la bocca le persone che amano farvi sentire inadeguati, impreparati, arretrati: behind the curve. Loro sì che sono avanti.
Sono così avanti da ritenere che i giornali debbano percorrere senza esitazione la strada della earned advertisement. Sai che novità?
La differenza con la pubblicità normale è che quest’ultima viene pagata e occupa nella pagina un posto diverso, distinto dai contenuti giornalistici. Anche un bambino si accorgerebbe che è una pubblicità e non un articolo.
Mentre l’earned advertisement, la pubblicità guadagnata, conquistata, è dentro agli articoli.
Vi è mai capitato di leggere un pezzo di costume sulle abitudini sessuali degli italiani e di trovare un passaggio in cui si dice che “una ricerca condotta su 1500 italiani dalla marca di preservativi XY… “? O che i comportamenti alla guida degli italiani sono cambiati così e cosà, come risulta da “un sondaggio della casa automobilistica Opanz…”? Questa non è pubblicità pagata ma è, talvolta, earned advertisement.
Piace molto agli inserzionisti, un po’ meno ai giornalisti. Ai marketers, ai pubblicitari, l’earned advertisement piace perché è molto efficace, fa presa sul lettore più di una pubblicità dichiarata. Basta guardare la tabella dell’Istituto Nielsen (questa non è earned advertisement, giuro) qui accanto. Ingranditela.
nielsen_advertising
L’earned advertisement è, innanzitutto, il passaparola. Tra amici, parenti, conoscenti ci si consiglia un certo prodotto. Qualche volta anche un giornale, nella sua libertà di scelta, consiglia prodotti. Succede che di questi prodotti si parli perché sono diventati un fenomeno così ampio, popolare, significativo, da costituire una notizia. Non parlarne vorrebbe dire vivere fuori dal mondo. Ecco perché l’earned advertisement è la più ambita dai pubblicitari: è un attestato di rilevanza. Non è pagata, se la sono guadagnata.
Peccato che non funzioni sempre così. L’earned advertisement viene spesso contrattata, è oggetto di scambio.

Vi consiglio di leggere l’articolo riportato in link, descrive bene cos’è questa forma di pubblicità ricercata, studiata, in crescita.

Ma se è guadagnata, perché tenerlo nascosto?

(Risposta: perché a nessuno piace essere preso in giro).

Estratto dalla ricerca Nielsen:
  • le raccomandazioni di amici e conoscenti sono considerati dal 92% del campione la forma di advertising più performante
  • al secondo posto, con il 70% del gradimento globale, troviamo le opinioni dei consumatori postate online
  • …….
  • la credibilità diminuisce, solo il 47% ne ha fiducia, quando si arriva a parlare di spot pubblicitari in TV, pagine Ads nei magazine, campagne di sponsorizzazione dei marchi e cartelloni pubblicitari.

M’interessa perché: in tempi di crisi, è un fenomeno in crescita.

smallbusiness: cos’è l’earned advertisement

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Diffusioni/ Il “venduto” dei mensili italiani nell’agosto 2012

Dopo il post di ieri sui settimanali (Futuro dei Periodici: dati ads settimanali settembre 2012) ecco quello sui mensili. I dati sul “venduto” pubblicati nei giorni scorsi dalla Accertamenti diffusioni stampa (Ads), l’associazione che certifica i numeri forniti dagli editori, sommano le copie vendute in edicola a quelle vendute in abbonamento.

Per i mensili le rilevazioni vengono eseguite ogni due mesi. Con questi dati si mettono a confronto le vendite dell’agosto con quelle del luglio 2012.

Ecco quanto è variato il venduto per i principali mensili. Mi sembra evidente che c’è qualcosa da spiegare. Il numero, nudo e crudo, dice poco dello stato di salute della testate. Probabilmente questo nuovo modo di rilevare i dati, introdotto nell’aprile di quest’anno, va capito meglio. Che senso ha dire che Marie Claire è cresciuta in agosto, rispetto a luglio, del 56,9% mentre For Men Magazine è crollato del 30,6%? Se corrispondenti al vero, queste oscillazioni sono legate a variabili stagionali e di distribuzione, oltre che a interventi sui singoli giornali e alla crisi dei periodici.

Amica +10,7, Brava Casa 0,2%, Casa Facile 1,5, Casaviva 17,1, Ciak 28,7, Condé Nast Traveller -3,3, Cosmopolitan 4,2, Cucina Italiana 6,7, Cucina Moderna 4,6, Dove 21,2, Elle 6,8, Focus 3,9, Focus Junior 29,4, Focus Storia 33,3, For Men Magazine -30,6, Gardenia 2,0, Gente Motori 5, Glamour 30,7, GQ -11, Jack 247,8, Marie Claire 56,9, Max 34,8, Men’s Health 8,4, Myseff 6,8, National Geographic 3,4, Natural Style -7,8, Ok La salute prima di tutto 4,1, Pc Professionale 7,6, Quattroruote -3,7, Silhouette Donna 3,6, Starbene 1,2, Velvet 18,2, Vogue 16,5, Wired 55,8.

La fonte: primaonline.it.

Primaonline: i mensili venduti agosto vs luglio 2012

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Diffusioni/ Quanto vendono i settimanali italiani nel settembre 2012

Parlo sempre degli Stati Uniti. Ma ieri sono usciti i dati ads (accertamenti diffusione stampa) sulle diffusioni dei quotidiani e dei settimanali italiani. Sono rilevazioni che (lo dico ai non addetti ai lavori) spiegano quanto vendono in edicola e in abbonamento le testate.

Questo blog si occupa quasi esclusivamente di periodici. Ecco allora alcuni dati che balzano all’occhio. La variazione percentuale si riferisce alle copie vendute, somma delle vendite in edicola e in abbobamento, confrontate con il mese precedente. Dunque qui si fronteggiano settembre e agosto 2012. I dati sono stime e vengono forniti dagli editori.

A-Anna, -1,3; Chi, – 34,3; D la Repubblica delle Donne, -16,7; Di Più Tv, +6,6; Diva e Donna, -28,7; Donna Moderna, -28,8; Espresso, +1,7; Famiglia Cristiana, -2,3; Gente, -19,9; Gioia, – 8,5; Grazia, -3,5; Io Donna, -14,2; Milano Finanza, +16,1; Il Mondo +16,2; Novella 2000, -53,1; Di Più, -16,3; Oggi, -1,4; Panorama, -4; Sorrisi e Canzoni Tv, +16,3; Sport Week, -23,7; Vanity Fair, -28,3; Venerdì di Repubblica, -4,5; Visto, – 28; Vivere Sani e Belli, -40,9.

M’interessa perché: 1) dà la misura della pesantezza della crisi; 2) ci sono dati contrastanti, tutti da spiegare.

Primaonline: diffusioni settimanali settembre 2012

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Sul tablet la pubblicità si fa guardare

Riporto questa notizia perché aggiunge un elemento utile per capire se con tablet ed e-reader sia possibile far ricavi nel mondo dei periodici. Le riviste guadagnano grazie alle copie vendute e alla pubblicità. Ma la pubblicità proposta sui device digitali è efficace? Quanto fa guadagnare, visto che un giornale non cartaceo è spesso letto gratuitamente?

C’è questo studio di GfK MRI Starch Digital che dice che più della metà degli utenti che legge magazine su tablet ed e-reader interagisce con la pubblicità. Lo studio ha preso in considerazione più di 30 mila pubblicità digitali su 1000 testate periodiche.

Il 55 per cento di coloro che leggono un magazine nota o legge un’inserzione pubblicitaria digitale, il 52 per cento interagisce. Nel 38 per cento dei casi l’interazione consiste nel toccare la pubblicità, cliccando, per espanderla.

Più di un terzo di coloro che hanno visto pubblicità multipagina ha guardato due o più pagine, e più di un terzo è entrato nel sito con la pubblicità. Il 31 per cento dei lettori ha guardato un video.

La fonte: «Newspapers & Technology is a monthly trade publication for newspaper publishers and department managers involved in applying and integrating technology. Written by industry experts, News & Tech provides regular coverage of the following departments: prepress, press, postpress and new media».

M’interessa perché: 1) avvicina la possibilità che i magazine facciano ricavi nel digitale; 2) evidenzia l’importanza di tablet ed e-reader nel futuro dei periodici: liberi dal web.

L’efficacia della pubblicità digitale

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