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Che tempo che fa/ Minaccia di scioperi in Rcs Mediagroup (Rizzoli)

Leggo su Milano Finanza di oggi (Mf) che l’assemblea dei giornalisti di Rcs Mediagroup (Rizzoli) ha affidato al CdR, cioè ai rappresentanti sindacali aziendali, un pacchetto di 15 (altrove leggo 12) giorni di sciopero. Una tipica mossa sindacale preventiva che viene adottata quando si avvicina il momento dello scontro con l’azienda. In Rizzoli pare sia pronta una bozza di piano di crisi che prevederebbe, stando a indiscrezioni riportate alcuni giorni fa sempre da Milano Finanza e riprese da Futuro dei Periodici (tagli in Rcs?), un taglio del 10 per cento del personale in tutta la società (oltre 5 mila assunti) e la chiusura di alcune testate, elencate nell’articolo.

M’interessa perché: 2) si avvicina il momento dello scontro, in Rizzoli e altrove.

Il punto: il solito: oltre ai tagli, quali investimenti, quale futuro?

Milano Finanza: pacchetto di scioperi in Rcs Mediagroup

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Tagli e chiusure di testate in Rizzoli (Rcs)

L’autunno caldo della stampa è appena iniziato. La vicenda dei 36 esuberi in Gruner und Jahr, su 72 giornalisti, è, purtroppo, solo l’antipasto. Oggi Milano Finanza ha pubblicato un breve articolo sul piano di ristrutturazione che circolerebbe, in questi giorni, nelle stanze che contano di Rcs Mediagroup.

Solo indiscrezioni, sia chiaro, non notizie su decisioni già prese.

Ma l’eco che il trafiletto di MF ha avuto nelle redazioni dà l’idea di quanto siano tesi i nervi.

La bozza, stesa dal presidente Angelo Provasoli e dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, da sottoporre ai soci e al sindacato, pare preveda un taglio del 10% della forza lavoro (giornalisti e non) e chiusure di testate. Tra i giornali a rischio, A (Anna) e Novella 2000. Ma prende consistenza anche l’ipotesi che ci siano esuberi nei quotidiani di Rizzoli, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, per decine di giornalisti, fino a 100, complessivamente.

M’interessa perché: 1) la crisi è gravissima, tra cali di diffusioni e collasso della raccolta pubblicitaria.

Il punto: al momento non c’è transizione al digitale ma distruzione di posti di lavoro giornalistici. Il giornalismo è stato, oltre che informazione, intrattenimento, e questo “servizio”, nel mondo della comunicazione digitale, sarà fornito da produttori di contenuti non giornalistici. L’informazione vera, quella che dà notizie e approfondimenti, resterà, sia sulla carta sia sul digitale, ma sarà una piccola isola, non il continente che finora abbiamo conosciuto. O no?

Milano Finanza: i tagli di Rizzoli

Tagli Rcs e minaccia di scioperi, aggiornamento 31/10/2012

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