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Mappa Interattiva: Le App Dei Giornali Hanno Un Futuro?

Le applicazioni dei giornali e dei periodici hanno futuro? Se lo chiedono alcuni dei designer ed esperti di magazine più conosciuti. Perché le app sono state un flop? Cosa non piace ai lettori? Quali le migliori? Come cambierà la situazione entro un anno?La risposta su Mattermap

Il confronto a 5 voci è avvenuto sul blog di Robert Newman, designer di Reader’s Digest e, in passato, di Entertainment Weekly, New York, Vibe… e consulente per O, the Oprah magazine.

Partecipano 5 superesperti di giornali, media digitali e design.

Ho realizzato una sintesi con l’applicazione olandese Mattermap (utilizzata anche da CNN): intorno a ogni domanda compaiono le risposte dei 5 esperti. Cliccando su ciascuna, potete leggere per intero la citazione. Ma la tavola rotonda virtuale va letta, e gustata, nel sito di Mr Robert Newman.

Per vedere la mappa interattiva è necessario cliccare sul titolo con link (non sull’immagine), WordPress non consente l’embed.

Mappa interattiva: le app dei periodici hanno un futuro?

Mattermap: app dei periodici

 

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Boycott Tablet

Chi frena, chi “boicotta” i giornali su tablet? Chi ha ragioni per posticipare la creazione di contenuti giornalistici multimediali. Mettere il freno alla grafica innovativa. Scoraggiare la sperimentazione pubblicitaria?

IL DELITTO Un articolo che fa discutere in questi giorni s’intitola: Chi ha ucciso le applicazioni dei magazine? Se qualcuno ha commesso un omicidio (figurato) chi potrà essere se non: l’editore? A leggere la sfilza di riflessioni internettiane sul flop delle app dei magazine (negli Usa rappresentano il 3,3% delle copie vendute), si arriva alla paradossale conclusione che a boicottare i tablet sarebbero proprio loro, gli editori. Se è così, hanno attenuanti?

Sono responsabili, si dice, insieme a un complice: le associazioni che certificano le copie vendute dei giornali (di cui gli editori fanno parte). Queste hanno stabilito per regolamento che le copie digitali devono essere uguali a quelle cartacee se l’editore vuole farle rientrare nel numero delle diffusioni complessive: se dichiari ai pubblicitari che vendi 100 copie, di cui 80 di carta e 20 digitali, devi far sì che le 20 copie digitali siano repliche esatte di quelle cartacee.

IL MOVENTE Ma questa decisione, dettata da necessita di controllo del mercato, di governo del mercato, si starebbe ritorcendo contro gli editori.

Perché la copia replica non incoraggia a investire nel design del giornale e nell’arricchimento multimediale. Quindi sa di vecchio.

Ci sono molti altri problemi, naturalmente. Non è facile far trovare al lettore il giornale digitale nelle edicole online: sul newsstand di Apple e le altre. Sono sepolte da giochi e altri prodotti. E poiché i tablet sono molto diversi tra di loro, l’editore che decide di investire sull’edizione per iPad di Apple, non avrà un prodotto che “gira bene” sui tablet che usano sistemi diversi (Android etc). Anche la pubblicità si vede bene sui modelli di un costruttore, male su altri. Insomma, chi vuole investire, deve disporre di grandi risorse. Che mancano.

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I limiti delle app dei periodici

In questo pezzo di Techvibes si spiega perché la maggior parte degli editori di periodici crea copie digitali che sono l’esatta replica del giornale di carta.

Senza multimedialità, a basso tasso di interattività, con pochi elementi aggiuntivi, come i video.

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