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Perdere copie ma conquistare mercato – Riflessioni su un editore francese

Il principale editore di periodici francese, Lagardère, punta a guadagnare quote di mercato. A prendere il posto dei suoi concorrenti. Anche se per il momento perde copie e pubblicità. Come tutti

I PERIODICI HANNO FUTURO La notizia su Lagardère aiuta a fare un confronto con l’Italia, a capire che le difficoltà della stampa nel nostro Paese non sono un unicum. Al tempo stesso, l’editore francese fa vedere che si può portare avanti una politica di lanci mirati. Un segnale che il settore, seppur ridimensionato, non sarà smantellato.

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Le sfide di Bauer, editore di periodici leader in UK

Bauer Media è il principale editore di periodici (consumer magazine) in Gran Bretagna. Un pezzo di The Guardian, che riporto in link alla fine di questo post, fa il ritratto della società. E aggiunge alcune annotazioni saporite anche per il lettore italiano. Si capisce sulla base di quali parametri deve essere giudicato oggi un editore di periodici.

Bauer, editore tedesco che gioca su una scacchiera mondiale, tanto da aver acquistato la scorsa estate il principale editore di periodici dell’Australia, brilla in Gram Bretagna per due titoli: Closer, lanciato nel 2002, fatturato 9 milioni di sterline; Grazia Uk, pubblicato dal 2005, settimanale che ha ricavi, si stima, per 4/5 milioni di steline.

Complessivamente la società, che ha il quartier generale ad Amburgo, edita 56 periodici e raggiunge 19 milioni di lettori ogni settimana.

Paul Keenan, chief executive di Bauer Media in inghilterra, ha dichiarato che la priorità per il Gruppo è lo sviluppo digitale per i brand  principali. A partire dalla app di Grazia.

«La carta stampata continuerà a essere un media che coinvolge la gente con degli interessi, delle passioni. Svilupperemo i nostri prodotti di carta ma li circonderemo con estensioni digitali che li rendano ancora più coinvolgenti e completi».

Invece Douglas McCabe, un analista dei media, ha commentato in questo modo, per The Guardian: «Il principale problema per Bauer è come intendono affrontare la partita del mobile in un mondo in cui la diffusione di smartphone, tablet ed e-reader, cresce proprio nel territorio in cui Bauer è più forte: il mass market».

Nell’articolo c’è una scheda con i principali dati di bilancio di Bauer.

Il punto: cosa deve fare un editore di periodici per restare a galla e prosperare nel mondo digitale.

The Guardian: Bauer, editore di Grazia Uk

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I tedeschi di Bauer fanno razzia di magazine in Australia

Il gruppo Bauer, che nel mondo pubblica oltre 400 magazine, ha acquistato per 500 milioni di dollari ACP Magazines, il maggiore editore di periodici australiano. Bauer, fondata nel 1875, dichiara fiducia nel futuro dei magazine. E crede che i magazine asutraliani e neozelandesi di ACP siano una “piattaforma perfetta” per l’espansione in area digitale. Leggete bene: magazine piattaforma ideale per l’espansione in area digitale. Bauer possiede 100 website e 50 tra radio e tv in 15 paesi, inclusi Uk, Stati Uniti, Messico, Russia, Cina. Buona lettura.

Bauer fa shopping di periodici in Australia

M’interessa perché: 1) fa vedere come grossi gruppi editoriali si muovano sul mercato globale (do you remember Hearst e Lagardère?); 2) c’è chi investe nei periodici, ci crede; 3) i periodici vengono visti (lo dico per la terza volta, sarà vero?) come una perfetta posizione di partenza per la creazione di un business digitale.

Il punto: i periodici hanno (forse) un futuro ed è in atto un processo di concentrazione a livello globale (ma non è successo anche con le auto, le banche etc etc?).

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