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«Vox Media, la Condé Nast del futuro»

Siti specializzati, con una voce distinta, capaci di attrarre milioni di utenti unici con i social: Vox Media si candida a diventare la nuova Condé Nast

Consiglio di guardare il video di Bloomberg con l’intervista al Ceo di Vox Media,la media company americana che crea media brand: Verge (tecnologie), SB Nation (sport), Vox (news spiegate in modo semplice), Polygon (videogame).

Video intervista a James Bankoff, Ceo di Vox Media

James Bankoff crede che gli editori digitali diventeranno i nuovi Time Inc, Condé Nast, Disney.

La strada seguita è quella dei verticali: non siti che siano dei portali, dei siti  generalisti, ma prodotti indirizzati a un pubblico ben definito, con temi specifici.

Contano di più gli argomenti trattati o il taglio con cui li si affronta? Per Bankoff conta di più la scelta dell’argomento, l’essere un “verticale” piuttosto che fare come BuzzFeed, che tratta di tutto ma con modalità originali (anche se Bankoff non vuole rinunciare ad avere una voce unica).

Il Ceo prevede una crescita di Vox Media soprattutto organica, cioè poco basata su acquisizioni di altre società e molto sulla crescita dei prodotti e siti pensati e lanciati in casa (Vox.com, per dire, ha pochi mesi di vita e conta già 7 milioni di utenti unici).

I video, al momento, sono una piccola parte dell’offerta. Ma cresceranno. Tra qualche tempo, Vox Media assomiglierà più a una cable tv che a una magazine company.

I social come Facebook servono ad ampliare il pubblico, a portar gente nei siti di Vox Media. Ma un sito è più autorevole se la gente va direttamente alla home page. E questo accade, dopo un primo incontro avvenuto grazie alla condivisione di post e i commenti sui social.

 

Futuro dei Periodici

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Le migliori copertine di giornali – ASME Best Cover Contest 2013

Le migliori copertine di periodici degli Stati Uniti del 2012 sono state premiate nelle scorse ore dall’Asme, The American Society of Magazine Editors, fondata nel 1963, la principale organizzazione di giornalisti di periodici negli Stati Uniti.

La prima copertina del post è la vincitrice della competizione e probabilmente l’avete già vista e ammirata: si tratta della copertina del New York Magazine del 12 novembre 2012, una veduta della metropoli, anzi, di Manhattan, il giorno dopo il passaggio dell’uragano Sandy. Iwan Baan, l’autore dello scatto, ha noleggiato un elicottero e ha sorvolato la metropoli. Come ha raccontato, in circa mezz’ora di volo Baan ha preso:

«between 2,000 and 2,500 shots — 80 percent of the shots are a blur, 10 percent are maybe useable, and 1 percent were really sharp».

«circa 2 mila, 2 mila e 500 scatti. L’80 per cento era sfocato, il 10 per cento passabile, solo l’uno per cento era utilizzabile».

Ma non mancate di ammirare le altre copertine, premiate in varie categorie, tutte inventate in modo pretestuoso per premiare il maggior numero di idee grafiche possibile (tipo: «la miglior copertina con il presidente Obama»).

Questa delle copertine, sta diventando una mia passione, come avrete visto con le copertine della rivista di hip hop Vibe, che raccontano 20 anni di America, e le copertine di un blog sudafricano, segnalate due settimane fa (non prive di un pizzico di pepe).

Mpa: Migliori copertine del 2012.


Cover New mag 2012

Cover Bloomberg 1 2012

Cover NYT Magazine1 2012
 Cover Garden

Cover Rotarian 2012Cover Bazaar 2012 Cover Bloomberg 2Cover New YorkCover NYT Magazine2


Cover Bloomberg 3

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