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La copertina vista 657 milioni di volte su Twitter (e altri social network)

Due copertine del New Yorker hanno “sbancato” quest’estate sui social network. Perché «una copertina ben fatta te la ricordi. E se sei fortunato, ti ricordi anche il nome della rivista».

Riprendo un post di New Republic, rivista americana liberal di politica e cultura, sul potere delle copertine dei periodici. In realtà si parla solo del New Yorker, settimanale di Condé Nast. E si fa la storia delle copertine che sono rimaste nella memoria degli americani. Da Tina Brown all’ultima.

Questa copertina con Bert ed Ernie, personaggi dei Muppets, abbracciati come due fidanzati, che seguono in tv un pronunciamento pro gay della Corte Suprema degli Stati Uniti, ha raccolto quest’estate 657 millioni di impressioni nel web.

Ma è andata bene anche quella che raffigura il politico Anthony Weiner mentre scatta con l’iPhone una foto del suo… Empire State Building (per capire le allusioni allo scandalo politico e sessuale, basta digitare su Google Search: Weiner, sua moglie, Hillary Clinton, la storia di una collaborazione, il rischio di rovinare un’amicizia, le foto inviate all’amante, una storia analoga di 15 anni fa…).

Che cos’è la copertina di un periodico? E’ un prodotto editoriale che si adatta perfettamente alle logiche di internet.

New Republic: le copertine dei periodici.

Rep2190

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Le star di Hollywood non trainano più le vendite dei giornali – Celebrity e periodici

Le riviste americane non vanno più a rimorchio delle star di Hollywood. Meglio mettere in copertina un personaggio televisivo o una modella. Le attrici del cinema vengono viste dai lettori come distanti dalle loro vite. Meglio la celebrity della porta accanto.

Non capita di frequente di poter entrare nel laboratorio dei giornali e vedere i dati di vendita e altri segreti. L’articolo del New York Times, ripreso da molti siti e blog, riporta notizie che fanno capire quali ragioni guidano i direttori nella scelta delle star da mettere in copertina.

Si racconta di come ci sia stata un’epoca in cui le star del cinema facevano vendere più copie se messe in copertina. Ora veniamo a sapere che Glamour ha scelto per metà delle volte come volto da copertina attrici del cinema nel 2012. Ma il numero che ha venduto di più lo scorso anno è stato quello di maggio, con Lauren Conrad, ex star di un reality show: 500.072 copie. Così nel 2013 Glamour vuole ridurre il numero di star del cinema in copertina.

Ci sono esempi simili con Cosmopolitan e Vogue. Modelle e cantanti vanno molto bene.

Le star della musica e della tv “funzionano” perché viste come vicine ai lettori, accessibili, le vedi più volte nel corso di un anno. Inoltre non “se la tirano” per concedere una copertina a un giornale. Le star della tv parlano più volentieri della loro vita, dei problemi di peso, delle relazioni sentimentali, dei figli. A molti giornalisti è capitato invece di fare innocenti domande a star del cinema, riguardanti aspetti privati, e di sentirsi dare risposte molto trancianti.

Di conseguenza star della tv e della musica hanno una dimensione social molto sviluppata, e la cosa ingrana con le esigenze del mondo della comunicazione, dai giornali alla pubblicità.

Unica eccezione, scrive il New York Times, Angelina Jolie: lei è molto più di un’attrice.

New York Times: svanisce sulle copertine l’allure delle star del cinema.

New York Times

New York Times

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Le migliori copertine di giornali – ASME Best Cover Contest 2013

Le migliori copertine di periodici degli Stati Uniti del 2012 sono state premiate nelle scorse ore dall’Asme, The American Society of Magazine Editors, fondata nel 1963, la principale organizzazione di giornalisti di periodici negli Stati Uniti.

La prima copertina del post è la vincitrice della competizione e probabilmente l’avete già vista e ammirata: si tratta della copertina del New York Magazine del 12 novembre 2012, una veduta della metropoli, anzi, di Manhattan, il giorno dopo il passaggio dell’uragano Sandy. Iwan Baan, l’autore dello scatto, ha noleggiato un elicottero e ha sorvolato la metropoli. Come ha raccontato, in circa mezz’ora di volo Baan ha preso:

«between 2,000 and 2,500 shots — 80 percent of the shots are a blur, 10 percent are maybe useable, and 1 percent were really sharp».

«circa 2 mila, 2 mila e 500 scatti. L’80 per cento era sfocato, il 10 per cento passabile, solo l’uno per cento era utilizzabile».

Ma non mancate di ammirare le altre copertine, premiate in varie categorie, tutte inventate in modo pretestuoso per premiare il maggior numero di idee grafiche possibile (tipo: «la miglior copertina con il presidente Obama»).

Questa delle copertine, sta diventando una mia passione, come avrete visto con le copertine della rivista di hip hop Vibe, che raccontano 20 anni di America, e le copertine di un blog sudafricano, segnalate due settimane fa (non prive di un pizzico di pepe).

Mpa: Migliori copertine del 2012.


Cover New mag 2012

Cover Bloomberg 1 2012

Cover NYT Magazine1 2012
 Cover Garden

Cover Rotarian 2012Cover Bazaar 2012 Cover Bloomberg 2Cover New YorkCover NYT Magazine2


Cover Bloomberg 3

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14 incredibili copertine che raccontano l’America hip hop

Le copertine delle riviste raccontano il loro tempo più di tante parole. Quelle dei giornali per le nuove generazioni o le minoranze, come Vibe, bimestrale di cultura Hip Hop e R&B americana, spalancano il mondo dei segni. Idoli, look, sessualità, messaggi politici lanciati con il corpo. Sono come quei piccoli quadri con le figure dei santi appese alle pareti per l’adorazione del fedele perché indicano la Via: icone.

Creo una gallery di copertine di Vibe prendendo spunto da una notizia di questi giorni: la storica testata, lanciata nel 1993 dal geniale musicista e producer Quincy Jones, è stata venduta a un nuovo editore, SpinMedia (ex BuzzMedia). Paga il calo della pubblicità, che flagella i periodici di ogni parte del mondo, e la flessione dei lettori (Vibe ha una diffusione di 300 mila copie. Il sito ha 1,4 milioni di visitatori unici e 1,6 milioni di video visti al mese). La nuova proprietà preannuncia investimenti nel sito. Entro il 2013 Vibe cesserà le pubblicazioni cartacee per vivere solo nella dimensione digitale. Proprio come successo a SPIN, di propietà dello stesso nuovo editore.
Ma la monumentalità delle copertine è irriproducibile nel digitale.
beyonce-vibe-magazine-cover-2002
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