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5 Giornali che Cambiano

E’ ancora valido (vedi gennaio 2014)

Un viaggio nei giornali che cambiano. Attraverso le parole di un grande designer di media. Per capire in quale direzione devono andare quotidiani e periodici. Cogliendo il meglio di una stagione tra le più eccitanti (e rischiose) del giornalismo

The Wall Street Journal (Usa), El Tiempo (Colombia), Die Zeit (Germania), Aftenposten (Norvegia), Paris Match (Francia).

Mario Garcia ha ridisegnato centinaia di giornali ma questi sono i progetti che meglio illustrano la sfida del cambiamento.
Garcia lo ha spiegato a una lezione a studenti universitari di giornalismo: come promuovere il cambiamento e trarne vantaggio. Garcia, americano di origini cubane, è il più famoso designer al mondo di giornali e media. Maestro nella carta stampata, 41 anni di lavoro, centinaia di progetti alle spalle per i principali quotidiani (Italia inclusa), ora crede nella strategia del digital first, il ripensamento dei giornali a partire dall’edizione per smartphone e tablet. E ha scritto un manuale, il suo primo ebook, sulla grafica dei giornali digitali.

Ascoltarlo è come fare un tuffo in quel che c’è di più entusiasmante, creativo, coinvolgente del giornalismo, quello che ne fa uno dei mestieri più belli.

Il cambiamento è ora l’imperativo a causa della … disperazione. Ma il cambiamento va fatto per trarne beneficio, non per amore del cambiamento.

Sintetizzo alcuni passaggi, partendo dai 5 progetti.

L’introduzione del colore sul Wall street Journal, sfidando una tradizione considerata intoccabile.La redazione era contraria: il colore sul wsj? «Perderemo la credibilità»…

La ridefinizione della formula del quotidiano El Tiempo di Bogotà: eliminate le sezioni (politica, economia, esteri) e introdotta una scansione più intuitiva e naturale: Cosa sapere, Cosa fare, Cosa imparare. Il concetto è filtrato ovunque nell’editoria, viene applicato anche dai newsmagazine italiani.

L’approccio digital first in un grande quotidiano norvegese, disegnato partendo dal mobile. Deve essere letto sugli smartphone e sui tablet, poi si passa alla carta. Non il processo inverso, di adattamento del prodotto di grande formato ai piccoli schermi. La lezione è che il lavoro giornalistico non è più un lavoro per «solo numbers» (numeri primi), ma collettivo. Si parte da un’idea (un tweet) e su questo si costruiscono testo scritto, parte grafica, video, tutto il resto.

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Le 5 Caratteristiche Del Sito Giornalistico Perfetto

Sono le Lezioni Americane di Mario Garcia. Perché il design nei giornali non è solo grafica ma idea

Riprendo di peso le 5 caratteristiche per un grande sito giornalistico elencate in un recente post di Mario Garcia, geniale designer americano che ha ridisegnato decine di media nel mondo etc etc.

Conviene andare nel blog di Garcia per vedere gli esempi grafici che accompagnano queste sintetiche Tavole di Mosè.

1) Must be uncluttered. Less is best (Non deve essere affollato. Meno è più).

Come il sito del Boston Globe

2) It offers a clear navigation (La navigazione è chiara e razionale).

Come il sito di The Guardian e del Sole 24 Ore

3) It surprises visually (Stupisce per l’impatto visivo).

Come Handelsblatt

4) It reflects immediately the look & feel of the publication it represents (Comunica immediatamente la personalità della pubblicazione).

Come Bild e The New York Times

5) It uses texture, contrast and color to help the eye move through the elements (Usa texture, contrasto e colore per aiutare l’occhio a muoversi e orientarsi tra i vari elementi).

Come Newsweek e Usa Today.

 

Futuro dei Periodici

 

 

 

 

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5 Giornali Che Hanno Accettato Il Cambiamento

Un viaggio nei giornali che cambiano. Attraverso le parole di un grande designer di media. Per capire in quale direzione devono andare quotidiani e periodici. Cogliendo il meglio di una stagione tra le più eccitanti (e rischiose) del giornalismo

The Wall Street Journal (Usa), El Tiempo (Colombia), Die Zeit (Germania), Aftenposten (Norvegia), Paris Match (Francia).

Mario Garcia ha ridisegnato centinaia di giornali ma questi sono i progetti che meglio illustrano la sfida del cambiamento.
Garcia lo ha spiegato a una lezione a studenti universitari di giornalismo: come promuovere il cambiamento e trarne vantaggio. Garcia, americano di origini cubane, è il più famoso designer al mondo di giornali e media. Maestro nella carta stampata, 41 anni di lavoro, centinaia di progetti alle spalle per i principali quotidiani (Italia inclusa), ora crede nella strategia del digital first, il ripensamento dei giornali a partire dall’edizione per smartphone e tablet. E ha scritto un manuale, il suo primo ebook, sulla grafica dei giornali digitali.

Ascoltarlo è come fare un tuffo in quel che c’è di più entusiasmante, creativo, coinvolgente del giornalismo, quello che ne fa uno dei mestieri più belli.

Il cambiamento è ora l’imperativo a causa della … disperazione. Ma il cambiamento va fatto per trarne beneficio, non per amore del cambiamento.

Sintetizzo alcuni passaggi, partendo dai 5 progetti.

L’introduzione del colore sul Wall street Journal, sfidando una tradizione considerata intoccabile.La redazione era contraria: il colore sul wsj? «Perderemo la credibilità»…

La ridefinizione della formula del quotidiano El Tiempo di Bogotà: eliminate le sezioni (politica, economia, esteri) e introdotta una scansione più intuitiva e naturale: Cosa sapere, Cosa fare, Cosa imparare. Il concetto è filtrato ovunque nell’editoria, viene applicato anche dai newsmagazine italiani.

L’approccio digital first in un grande quotidiano norvegese, disegnato partendo dal mobile. Deve essere letto sugli smartphone e sui tablet, poi si passa alla carta. Non il processo inverso, di adattamento del prodotto di grande formato ai piccoli schermi. La lezione è che il lavoro giornalistico non è più un lavoro per «solo numbers» (numeri primi), ma collettivo. Si parte da un’idea (un tweet) e su questo si costruiscono testo scritto, parte grafica, video, tutto il resto.

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La copertina capolavoro di Time dell’artista dissidente cinese Ai Weiwei

La copertina di Time di questa settimana è stata realizzata dall’artista e dissidente politico cinese Ai Weiwei.

Un capolavoro creato con la tecnica tradizionale della carta ritagliata. Dove la cosa più importante è la simmetria, ottenuta anche piegando il foglio durante la lavorazione in cui s’impiegano forbici o speciali coltelli.

Il managing editor di Time ha spiegato che la copertina rappresenta l’idea della centralità della Cina nel mondo, e al tempo stesso è una sfida sulla libertà e la democrazia lanciata ai leader del Paese. Il numero della rivista è uscito in coincidenza con il vertice di Sunnylands, in California, in corso oggi, sabato 8 giugno, tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il suo omologo cinese, Xi Jinping, presidente della repubblica popolare cinese e segretario generale del partito comunista cinese.

Una copertina di questa qualità è un bel colpo di reni, una dimostrazione di orgoglio da parte di una rivista che, nella sua formula, appare bisognosa di un ripensamento.

Media Bistro: copertina di Time.

MediaBistro.comLogo1

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Le migliori copertine di giornali – ASME Best Cover Contest 2013

Le migliori copertine di periodici degli Stati Uniti del 2012 sono state premiate nelle scorse ore dall’Asme, The American Society of Magazine Editors, fondata nel 1963, la principale organizzazione di giornalisti di periodici negli Stati Uniti.

La prima copertina del post è la vincitrice della competizione e probabilmente l’avete già vista e ammirata: si tratta della copertina del New York Magazine del 12 novembre 2012, una veduta della metropoli, anzi, di Manhattan, il giorno dopo il passaggio dell’uragano Sandy. Iwan Baan, l’autore dello scatto, ha noleggiato un elicottero e ha sorvolato la metropoli. Come ha raccontato, in circa mezz’ora di volo Baan ha preso:

«between 2,000 and 2,500 shots — 80 percent of the shots are a blur, 10 percent are maybe useable, and 1 percent were really sharp».

«circa 2 mila, 2 mila e 500 scatti. L’80 per cento era sfocato, il 10 per cento passabile, solo l’uno per cento era utilizzabile».

Ma non mancate di ammirare le altre copertine, premiate in varie categorie, tutte inventate in modo pretestuoso per premiare il maggior numero di idee grafiche possibile (tipo: «la miglior copertina con il presidente Obama»).

Questa delle copertine, sta diventando una mia passione, come avrete visto con le copertine della rivista di hip hop Vibe, che raccontano 20 anni di America, e le copertine di un blog sudafricano, segnalate due settimane fa (non prive di un pizzico di pepe).

Mpa: Migliori copertine del 2012.


Cover New mag 2012

Cover Bloomberg 1 2012

Cover NYT Magazine1 2012
 Cover Garden

Cover Rotarian 2012Cover Bazaar 2012 Cover Bloomberg 2Cover New YorkCover NYT Magazine2


Cover Bloomberg 3

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10 fantastiche copertine di riviste (e il futuro di quest’arte)

Ho scoperto un blog fantastico sul design di settimanali e mensili.

Perché c’è poco da fare: uno dei punti di forza dei periodici sono le copertine. Giocate sulla grafica, il colore, i caratteri, il formato, il tipo di carta, i materiali e altri elementi. Ogni volta che entro in un megastore di libri e vado nell’area dei giornali, provo ancora stupore ed entusiasmo per l’incredibile creatività di art director e case editrici. Per qualcuno si tratta di una bella tradizione destinata a scomparire. Come le copertine dei dischi in vinile. Per altri si tratta di una dote che permetterà almeno ai giornali di nicchia, quelli più raffinati e pensati per un pubblico di appassionati, di sopravvivere. Come i dischi in vinile.

Penso anche alle sette copertine dello stesso numero speciale di Time (quello del 18 aprile-6 maggio) con cui si celebrano quest’anno le 100 persone più influenti del pianeta.

Delle copertine più belle si occupa un sito che vi invito a visitare spesso, MarkLives.com, dove ogni settimana vengono mostrate e commentate le novità. Il blog è realizzato da un giornalista sudafricano che per il momento “preferisce non rivelare il suo nome”. Ha creato anche un sito dedicato all’analisi dei periodici del suo Paese, tutti i pregi e tutti i difetti.

MarkLives.com runs a regular slot featuring the best local and international magazine covers every week. We recognise well thought out, powerful and interesting (and hopefully all three in one) magazine covers and celebrate the mix of pragmatism, creativity and personal taste that created each of them. By media blogger MediaSlut.

Metropolitan

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I quotidiani più belli del 2012

Sono europei 4 dei 5 quotidiani premiati per il 2012 dalla Society for News Design (SND), associazione non profit americana che si occupa di giornalismo visuale.

Qui sotto potete ammirare alcune slide di SND con le pagine delle testate che hanno superato la selezione. Non fanno rimpiangere di essere diventati giornalisti, uno dei mestieri più belli.

Riporto alcune delle frasi con cui SND ha motivato l’assegnazione del premio ai cinque quotidiani (di quattro paesi: Germania, Danimarca, Norvegia, Canada).

«Cosa contraddistingue un giornale che riceve il nostro premio? Una cultura dell’editing attenta a ogni aspetto del contenuto; che sappia mettere il lettore al primo posto, attraverso una costante attenzione al dettaglio».

«Troppi art director non si lasciano guidare dal contenuto; essi si limitano a muovere gli elementi che compongono la pagina. Nei giornali ben disegnati, la connessione tra design e contenuto balza all’occhio».

«Troppi giornali arrivati alle nostre selezioni mancavano degli elementi basilari dell’arte tipografica, come l’uso dello spazio bianco e la gerarchia dei contenuti».

«Ma c’è una bella differenza tra essere un prodotto accurato e uno eccellente. A partire dalla personalità».

«Nei cinque giornali premiati il dettaglio li porta a prevalere sui concorrenti. Ogni pagina conta».

slideshare: i quotidiani più belli del mondo
SND: sono europei i migliori quotidiani 2012

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Intermezzo/ The Best of News Design

Segnalo un bellissimo libro sul giornalismo grafico: The Best of News Design 33. E’ uscito negli Stati Uniti l’1 novembre, pochi giorni fa. Contiene esempi di eccellenza nel design delle news, sia sui quotidiani, sia nel web. Il volume, il numero 33 della serie, viene pubblicato da The Society for News Design (SND), un’organizzazione internazionale che si trova a Orlando, in Florida: mette in contatto professionisti delle news e della grafica. In particolare coloro che creano prodotti e pubblicazioni per stampa, web, mobile. Il volume è in vendita su Amazon, ma potete trovarlo anche in qualche libreria specializzata. Nel link potrete sfogliare alcune pagine del numero 32.

Seguo da qualche anno questa pubblicazione. L’organizzazione che se ne occupa, una non-profit fondata nel 1979 che oggi conta 1500 membri, premia ogni anno i quotidiani e i periodici che hanno proposto qualcosa d’innovativo e rimarchevole nell’impostazione grafica dei giornali. Si premiano pubblicazione di ogni parte del mondo, dal Messico al Portogallo. Mai l’Italia.

Gli italiani… Mi ha sempre colpito il fatto che nell’ambiente dei giornalisti italiani poco si parli dell’innovazione dei contenuti, scritti o grafici. I giornalisti italiani si appassionano di politica, sindacato, pluralismo, finanziamento pubblico ai giornali, libertà di stampa: sacrosanto. Ma anche il mestiere, in se stesso, è bello e meritevole di attenzione. Nei premi giornalistici si premiano, in genere, professionisti affermati, penne importanti, editorialisti e direttori. Insomma, è una consacrazione, come l’assegnazione di un Premio Nobel per la Letteratura. Manca il gusto della scoperta. Per non dire dei casi deleteri in cui si distribuiscono premi a grossi nomi del giornalismo per attrarre l’attenzione dei giornali, creare eventi, fare pubblicità a chi assegna i riconoscimenti, ricevere finanziamenti. Alimentare la vita di società dei giornalisti che contano. Anche in questo campo ci sarebbe bisogno di svecchiare.

Guardate! Nel link ci sono pagine molto belle.

Amazon: The Best of News Design n. 32 (2011)

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