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I periodici sono superati o modernissimi?

Sollecitato da una persona che legge il mio blog, prendo in mano un’intervista pubblicata da Italia Oggi.

Parla Giacomo Moletto, amministratore di Hearst Magazines Italia, dirigente di grande concretezza.

L’intervista prende le mosse dal rilancio di Gioia, femminile storico, nato nel 1934. Detto per inciso, pochi si rendono conto che alcuni periodici italiani hanno una grande storia. Per dire, Rcs Mediagroup vuole sbarazzarsi di Novella 2000, nata nel 1919, e di A – Anna, femminile che continua la storia di Annabella, creata nel 1933.

Torno in carreggiata. Moletto, che chiaramente vuole sostenere una delle proprie riviste in un momento in cui Condé Nast ripensa la formula di Vanity Fair, Mondadori rilancia Grazia, Donna Moderna, Tu Style, e Rcs Mediagroup mette in vendita, oppure chiude, 10 titoli, fa alcune riflessioni sulla modernità dei periodici.

Sostiene che «i magazine sono modernissimi, poiché una rivista la fuisci da sempre in maniera non lineare, saltando di qua e di là, ai segmenti del giornale che più ti interessano, tornando indietro. I magazine soffrono sui tablet proprio per questo: perché lì, invece, sei obbligato alla successione delle pagine, modalità alla quale un lettore di periodici non è abituato».

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Lanci e rilanci di giornali in Rcs, Cairo e Mondadori

Una rivista per mamme, un sito di e-learning, un settimanale di cronaca nera e una testata di gossip nella fascia più cheap. Il rilancio di tre femminili. Sono alcune novità editoriali da un mondo dei periodici che prova a rialzare la testa.

Rcs ha presentato due progetti per l’infanzia e le mamme: Io e il mio bambino – Smart Magazine, edizione nativa digitale del periodico già esistente su carta e come sito web; Quimamme Academy, piattaforma di e-learning per i genitori, con corsi e lezioni sulla prole e percorsi formativi tenuti da pediatri, psicologi, nutrizionisti.

Io e il mio bambino – Smart Magazine è un sito ma in realtà può essere sfogliato come se fosse un giornale, con una serie di oggetti interattivi.

Un aspetto dello sviluppo digitale di Rcs Mediagroup. Ma sempre Italia Oggi informa che Rcs Periodici, che ha messo sul mercato 10 riviste, nel 2012 ha visto calare il fatturato del 19%, chiudendo a 180,6 milioni di euro. L’ebitda (quel che l’azienda guadagna) è negativo per 16,2 milioni, perdita quasi doppia rispetto all’ultimo anno.

Italia Oggi: due progetti digitali per Rcs.

Lettera43 spiega che Mondadori vuole reagire alla crisi con il rilancio di tre testate femminili, due delle quali storiche: Grazia e Donna Moderna. L’operazione sembra voler essere una dimostrazione di forza della società di Segrate, visto che i tre giornali arrivano rinnovati nelle edicole in rapidissima successione: l’8 maggio Tu Style, il 9 maggio Donna Moderna, il 10 maggio Grazia.

Lettera43: Mondadori rilancia tre femminili.

Cairo Editore lancia un nuovo settimanale (di carta): Giallo. Diretto da Andrea Biavardi (che guida anche le redazioni di For Men Magazine, In Viaggio, Airone, Natural Style), il giornale si occupa dei delitti che più fanno parlare, dal caso che vede accusata Amanda Knox per l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher, alla scomparsa di Emanuela Orlandi.

Ma sempre l’editore che ha da poco comprato La7 si preparerebbe al lancio di un altro giornale, una rivista di gossip affidata a Riccardo Signoretti, attuale direttore di Nuovo.

Italia Oggi: i nuovi lanci di Cairo Editore.

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Mondadori in rosso e i periodici da risollevare

Mondadori, principale editore italiano di periodici, chiude i conti del 2012 in rosso. Più dei libri, sono in sofferenza proprio le riviste della casa editrice. L’obiettivo del 2013 è il rilancio delle principali testate: Chi, Grazia, Donna Moderna, Panorama.

Quando si dice Mondadori, si dice il principale editore italiano di periodici. Ma se i conti del 2012 si chiudono in rosso è per una serie di ragioni legate non solo alle riviste. Il fatturato consolidato di 1.400 milioni di euro, in discesa del 6 per cento, con un netto finale di 12 milioni, è infatti gravato da svalutazioni per 194 milioni di euro.

Molte difficoltà, tuttavia, sono concentrate a Segrate, dove sorge il famoso palazzo dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, sede e simbolo di Mondadori Italia (la casa editrice è infatti presente anche in Francia). E si prevede un 2013 altrettanto complicato.

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Francesca Delogu nuovo direttore di Cosmopolitan

La diaspora di Grazia, settimanale di Mondadori, continua a tenere banco. Francesca Delogu, vicedirettore del femminile più prestigioso della casa editrice di Segrate, ha preso la strada di Cosmopolitan, giornale di Hearst Magazines Italia. A fine gennaio era stata Mondadori a strappare ai concorrenti un direttore in ascesa, Annalisa Monfreda, che lasciava proprio Cosmo per andare a dirigere Donna Moderna. Colpo su colpo, Hearst non ha lasciato correre tempo. C’è da dire che a Grazia si susseguono le sorprese. A fine 2012 se n’è andato un direttore famoso, Vera Montanari. Subito dopo, con l’arrivo del successore Silvia Grilli, ha lasciato la condirezione Nicoletta Polla-Mattiot. I giornali sono fatti così: per molto tempo non cambia nulla, poi, d’improvviso, parte lo sciame sismico.

 

Lettera43: Delogu direttore di Cosmopolitan

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Donna Moderna: il nuovo direttore sarà Annalisa Monfreda

Leggo che il nuovo direttore di Donna Moderna e Confidenze sarà Annalisa Monfreda, oggi alla guida di Cosmopolitan. È un direttore giovane, di 34 anni. La società italiana penalizza i trentenni? Lei lo spazio se l’è creato con i risultati. È già stata direttore di Top Girl, Geo, Cosmopolitan, le prime due testate in Gruner und Jahr, Cosmo in Mondadori e poi in Hearst, la casa editrice americana di periodici, la più grande a livello planetario, che nel 2011 è arrivata in Italia, acquisendo i periodici di Hachette Rusconi, ovvero Lagardere, e riprendendo il pieno controllo del suo gioiello editoriale, Cosmopolitan appunto.

Con Monfreda, Cosmopolitan si è risollevato, il mensile vende 116 mila copie in edicola e in abbonamento, dunque più di due anni fa, quando la crisi economica e dell’editoria non flagellavano come oggi i giornali.

Corriere.it: Annalisa Monfreda direttore di Donna Moderna e Confidenze

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Il primo mese di Huffington Post e la magra figura dei magazine nel web

I dati Audiweb di ottobre dicono che nel primo mese di attività l‘Huffington Post Italia ha portato a casa  49 mila utenti unici al giorno e 212 mila pagine viste.

Lucia Annunziata, direttore del giornale online, ha dichiarato di voler arrivare a 500 mila utenti unici al giorno entro il 2015.

Sui giornali è stato osservato che l’Huffington è dietro ad altri siti d’informazione, come Lettera43 (cresciuto in un anno del 246%) e Dagospia; ma precede Il Post, Blitzquotidiano.it e Linkiesta.

Guardo le tabelle con le testate e i dati di traffico.

Noto che l’Espresso, sito che appartiene allo stesso editoriale che pubblica l’Huffington, seppur in joint venture, ha 64 mila utenti unici giornalieri, non molti di più dell’altra testata, pur disponendo di una redazione con molte penne e firme.

Noto che nella classifica dei 100 siti per visitatori secondo Audiweb, non compare il concorrente de l’Espresso, Panorama.it. Osservo che TgCom24, quarto in classifica dopo Repubblica, Corriere e il Meteo, va evidentemente molto meglio di Panorama.it, testata online che appartiene alla stessa galassia editoriale, quella berlusconiana.

Ma le testate storiche, Espresso e Panorama, presenti da tempo nel web, hanno le armi per competere con Huffington e Tgcom24?

Altri magazine. Il primo nella classifica è Donna Moderna (Mondadori), con 327 mila utenti unici giornalieri, segue, a grande distanza, Leiweb (Rcs Mediagroup), con 160 mila utenti unici. Poi, lontani, Quattroruote, l’Espresso appunto ed Elle Network. I magazine non brillano, nel loro complesso.

M’interessa perché: 1) fotografa l’arretratezza della proposta sul digitale dei periodici; 2) non sarà che i periodici devono puntare sulle app e non sui siti?

Audiweb: su Huffington Post, l’Espresso e i magazine online.

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Germania, il femminile Brigitte riporta le modelle in copertina

Nel mondo dei femminili era stata una novità considerevole: eliminare le modelle dalle copertine. Fotografare le lettrici e donne normali, come tutte le altre. Magre e in carne, giovani e in età di nipoti, belle e non belle ma con fascino. L’esperimento l’ha fatto Brigitte, il femminile più venduto in Germania (ora fa circa 600 mila copie), bisettimanale edito da Gruner + Jahr, in edicola dal 1954. In Italia la strada è stata seguita da Donna Moderna (Mondadori), di gran lunga il settimanale femminile più diffuso, diretto da Patrizia Avoledo. Ora, dopo due anni, Brigitte sta riflettendo sulla scelta e potrebbe tornare indietro. Non c’è stato incremento di vendite e per i fotografi lavorare con delle modelle “per caso” è più faticoso e richiede più tempo.

Brigitte ci ripensa, dopo due anni tornano le modelle in copertina.

M’interessa perché: 1) parla di un femminile per un pubblico ampio, il ceto medio, non un lettorato elitario, da glossy magazine.

Il punto: il ceto medio… esiste ancora nell’editoria?

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