Archivi tag: edicole online

I giornali hanno qualcosa da imparare dalla Apple?

Qualcosa da imparare da iTunes, l’applicazione lanciata dieci anni fa da Apple, ciambella di salvataggio dell’industria discografica presa d’assalto e saccheggiata da Napster e dalla pirateria online. Si era affermata l’idea che non ci fosse da pagare per scaricare dischi. Un atteggiamento simile a quello indotto nei lettori di giornali dalla informazione distribuita gratuitamente su internet.

«Il cielo stava cadendo a pezzi e iTunes fornì un luogo dove avremmo fatto soldi con la musica e, in teoria, fermato la marea della pirateria. Per quel momento, è stata la soluzione del problema» spiega un pezzo grosso dell’industria discografica al Denver Post, un articolo che riporto nel link alla fine di questo post.

Trovo delle somiglianze tra il passaggio al digitale della musica e i giornali.

Avrete letto…

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I periodici che vendono più copie digitali in Uk

Non saranno molte. Ma le copie digitali dei periodici britannici vengono finalmente rilevate, ufficialmente. Da ieri.

And the winner is… Men’s Health. Seguito da GQ.

Men’s Health, il maschile più venduto, ha fatto 12 mila 676 copie digitali, pari al 6% delle copie vendute (carta e digitale). Merito della qualità visuale del giornale, ha spiegato il publishing editor inglese della testata, di proprietà della americana Rodale.

GQ di Condé Nast è il secondo più venduto con 11 mila 779 copie, equivalenti al 9% del venduto totale.

Le copie digitali, come sapete, vengono acquistate nelle edicole online, prima tra tutte l’Apple App Store.

Altri titoli con molte copie sono Cosmopolitan, che arriva a 10841, ed Esquire, 5900, pari a circa il 10% delle diffusioni. (vedete anche il mio post sulle copie digitali vendute negli Usa).

Il Ceo di PPA, associazione di oltre 200 editori britannici, ha spiegato che «la rapida diffusione dei tablet in questi anni ha cambiato dalle fondamenta il modo in cui vengono consumati i periodici. E il modo in cui vengono percepiti dal lettore. Per questo PPA, in occasione del suo centesimo compleanno, ha deciso di affiancare ai tradizionali rapporti sulle copie cartacee vendute, anche quello sul digitale». E da gennaio un’analoga misurazione viene eseguita anche in Italia da Ads.

Riporto i risultati di altre testate. Una goccia nel mare della stampa periodica britannica, la quale fattura annualmente 2,23 miliardi di sterline.

Condé Nast Traveller 1648, Elle 7070, Glamour, 4200, Harper’s Bazaar, 5524, Hello! 2860, Marie Claire 905, The Economist continental edition europe 11624 (vendono molto anche le altre edizioni del settimanale economico), Vanity  fair 7700, Vogue 3703, Wired 6961.

The Guardian: quante copie digitali vendono i periodici inglesi

Ppa: copie digitali vendite in UK.

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Gli inserzionisti e il giornalismo di qualità

La crescita nel digitale dei giornali, la produzione di contenuti di qualità, gli spazi per inserzionisti alla disperata ricerca di prodotti editoriali efficaci: sono alcuni dei punti toccati dal capo del marketing di Zinio, la più grande edicola online.

L’articolo mi è piaciuto in due passaggi.

Il primo riguarda i contenuti di qualità.

Jeanniey Mullen, Global Executive Vice President e Chief Marketing Officer di Zinio, spiega che il digital publishing è la categoria che cresce di più (inclusi ricerca, mobile e video) nelle classifiche di comScore.

In altre parole, i lettori cercano nel digitale contenuti di qualità.

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Edicole, abbonamenti dei periodici e lo US Postal Service

Con la consegna degli abbonamenti nelle edicole e l’informatizzazione dei punti vendita gli editori e i giornalai cercano di conservare la rilevanza dei prodotti di carta. Da cui si continua a fare il 90% del fatturato. La carta rimane un’àncora di salvezza anche per le Poste degli Stati Uniti. Nell’attesa che si compia il passaggio dei giornali al digitale.

È naturale parlar molto delle edicole virtuali, dei newsstand, ma nel corso di questa incerta transizione al digitale dei giornali, fase dalla durata indefinibile, il luogo dove si continua a vendere il numero di gran lunga più grande di quotidiani e periodici rimane l’edicola sotto casa.

A metà novembre gli editori italiani aderenti alla Fieg (la federazione che raccoglie i principali gruppi) hanno concluso un accordo con alcune delle principali associzioni sindacali dei giornalai (accordo, dico subito, contestato da una parte degli edicolanti) che prevede la distribuzione degli abbonamenti in edicola. I lettori che si abbonano alle testate italiane dovranno raggiungere l’edicola di riferimento per ritirare la loro copia del giornale. Il piano prevede una sperimentazione di un anno, poi si valuteranno i risultati. In Italia vengono distribuiti 230 milioni di copie in abbonamento per un valore, dicono gli editori Fieg, di 400 milioni di euro.

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La Francia si regala tablet ed edicole online per Natale

In Francia gli editori si aspettano il boom dei tablet per Natale. Intanto hanno aperto la strada al digitale. Gli editori transalpini hanno investito nelle edicole virtuali, promuovono le versioni digitali dei giornali e si svincolano dall’abbraccio asfissiante del Newsstand di Apple. Proprio come stanno facendo gli editori italiani, alleati con i francesi nella guerra a Google e all’informazione piratata e gratuita su Internet.

TABLET PER NATALE. Siamo cugini in tutto, anche nella battaglia per tenere in vita la carta stampata. In Francia, come racconta un articolo uscito su La Croix (è riportato nel link in fondo a questo post), il diffondersi dei tablet, fenomeno che si prevede possa avere una accelerazione grazie ai regali di Natale, sta diventando la base per una strategia degli editori in difesa dei giornali e per lo sviluppo di un digitale che contribuisca ad arrestare il declino dell’editoria giornalistica, compensi con nuovi ricavi le perdite della carta e dia un futuro a quotidiani e periodici.

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