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Il Digitale Ha Ucciso L’Edicola

Le ultime ore di un’edicola famosa di Washington. One Stop, con i suoi spazi stracarichi di giornali, chiude. Schiacciata dalla concorrenza del digitale. Che sta cancellando il principale motivo per frequentare posti come questo

Non dobbiamo più scendere in strada per comprare l’ultima edizione del Corriere della Sera.

Sul tablet possiamo leggere a nostro piacere giornali di ogni parte del mondo. Time e Le nouvel observateur sono a portata di dito: hanno perso il loro sapore esotico.

E così le edicole chiudono. Come nella storia emblematica raccontata nel sito di Washington Post. Vi invito a leggerla.

Estraggo però un passaggio che va al punto. Per me è importante cogliere il succo del discorso, senza perdere tempo.

He looks at his shop, and this is about as emotional as he lets himself be: «No one comes here because they have to. They come here because they want to».

«Non c’è più nessuno che venga nella mia edicola perché DEVE farlo. Ci viene perché VUOLE».

Siamo passati dalla urgenza di essere informati al piacere di frequentare un luogo stimolante. Ma i piaceri possono essere rinviati. L’urgenza, quella no: e per soddisfarla oggi c’è il digitale.

Aggiungo altri passaggi dell’articolo, suggestivi.

Un vecchio frequentatore di One Stop dice: il bello è che quando entro in un’edicola non so cosa sto cercando (sulla possibilità di scoprire nuovi giornali).

Oggi la gente va di fretta, e su Internet c’è abbondanza di contenuti gratuiti.

La copertina di una rivista sullo schermo di un iPhone non sarà mai bella come in edicola.

Edicola One Stop di Washington

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Perché preoccupa l’aumento dell’Iva sui collaterali delle riviste

Confermo che la decisione del Governo di aumentare l’Iva sui prodotti collaterali, venduti insieme ai giornali, portandola dal 4 al 21 %, è un grosso problema.

Dissento da chi minimizza, ignora, irride, trova scandaloso il problema dei collaterali, problema che riguarda, per chi non è dell’ambiente, i cd, dvd, libri, borsette, collane, «bamboline», venduti in edicola insieme alle riviste e ai quotidiani. Un equivoco, il pensare che si tratti di una faccenda secondaria e priva di conseguenze, in cui cade anche chi conosce a fondo il mondo dei giornali.

LA NOTIZIA. Gli editori hanno lanciato al Governo, l’altro giorno, un appello affinché l’Esecutivo torni sui suoi passi e non proceda con l’aumento dell’Iva, con un’incidenza che, su una parte di questi prodotti, dovrebbe passare dal 4 al 21%. Una iattura per editori ed edicolanti, questi ultimi convinti di perdere, se la misura non dovesse essere rivista, il 35% dei ricavi (non proprio nei ricavi, ma questa è la sostanza).

No, non è il solito pianto del commerciante.

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Edicole, abbonamenti dei periodici e lo US Postal Service

Con la consegna degli abbonamenti nelle edicole e l’informatizzazione dei punti vendita gli editori e i giornalai cercano di conservare la rilevanza dei prodotti di carta. Da cui si continua a fare il 90% del fatturato. La carta rimane un’àncora di salvezza anche per le Poste degli Stati Uniti. Nell’attesa che si compia il passaggio dei giornali al digitale.

È naturale parlar molto delle edicole virtuali, dei newsstand, ma nel corso di questa incerta transizione al digitale dei giornali, fase dalla durata indefinibile, il luogo dove si continua a vendere il numero di gran lunga più grande di quotidiani e periodici rimane l’edicola sotto casa.

A metà novembre gli editori italiani aderenti alla Fieg (la federazione che raccoglie i principali gruppi) hanno concluso un accordo con alcune delle principali associzioni sindacali dei giornalai (accordo, dico subito, contestato da una parte degli edicolanti) che prevede la distribuzione degli abbonamenti in edicola. I lettori che si abbonano alle testate italiane dovranno raggiungere l’edicola di riferimento per ritirare la loro copia del giornale. Il piano prevede una sperimentazione di un anno, poi si valuteranno i risultati. In Italia vengono distribuiti 230 milioni di copie in abbonamento per un valore, dicono gli editori Fieg, di 400 milioni di euro.

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