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Scrivere per una redazione rimasta senza giornalisti

Il contrastato rapporto tra giornalisti che scrivono e giornalisti del desk. Se ne parla negli Stati Uniti dove i tagli hanno ridotto all’osso le redazioni. Ma dinamiche simili si vedono in Italia. Dove il confronto è inesistente

Sono idee che mi vengono in mente leggendo un articolo pubblicato dal Poynter Institute, una scuola di giornalismo degli Stati Uniti (molto più di una scuola, in realtà).

Il confronto sul rapporto tra chi scrive i pezzi e chi fa editing nel nostro Paese è inesistente perché avviene su un altro piano, quello delle tutele per i precari. Uno degli argomenti scottanti nei giorni in cui sembra vicino il nuovo contratto dei giornalisti.

Invece se ne può discutere da molteplici punti di vista. Collaboratori versus redattori, scriventi versus desk (soprattutto nei quotidiani), esecuzione versus concepimento del pezzo, confronto con la realtà versus confronto con i risultati di mercato.

del Poynter Institute, un esperto di formazione, si chiede come sia possibile costruire un rapporto migliore tra chi scrive e chi fa desk.

Date un’occhiata. Mi limito a riportare gli aspetti  positivi di un rapporto sano, professionale, non mortificante. Non di potere ma di collaborazione. Di rispetto.

Clark spiega che il coaching sugli scriventi si distingue dal mero correggere i pezzi.

Ecco le differenze, che io ho riassunto introducendo la definizione di “penna rossa”.

Il coach c’è dall’inizio alla fine / La penna rossa si fa viva quando bisogna chiudere la pagina

Il coach forma lo scrivente / La penna rossa corregge lo scrivente

Il coach fa crescere lo scrivente / La penna rossa mette il pezzo in pagina

Il coach crea fiducia / La penna rossa mortifica chi scrive

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20 strumenti per i giornalisti digitali

20 strumenti per i giornalisti digitali. Fare ricerche sui social media, creare grafici, girare immagini, fare il montaggio di audio e video. Tutto con programmi e applicazioni a portata di mano.

Gli esempi che riporto sono di Journalism.co.uk.

A) 5 modi rapidi per costruire storie visuali che possono essere inserite in pezzi giornalistici.

1. Storify Per caricare, trascinandoli nel tuo scritto, foto, post, video, commenti dai social network e YouTube.

2. Datawrapper Carichi un foglio di Excel con numeri e il programma crea un grafico interattivo.

3. ThingLink Immagina di voler inserire in una foto delle annotazioni che compaiono quando sposti il cursore o tocchi su un volto o un oggetto. Con questo programma lo puoi fare molto facilmente.

4. Timeline JS Crea una linea del tempo che consente di seguire una storia articolata con un colpo d’occhio. Usa link, immagini, video presi dai principali social e siti popolari, esempio Wikipedia.

5. Tableau Usata anche dal Wall Street Journal. Crea grafici interattivi per raccontare i numeri dietro una storia.
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