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Quanti tablet e smartphone sono stati venduti in Italia

AGGIORNAMENTO – L’8 maggio 2013 e’ uscito su questo blog un post con i dati aggiornati sui tablet venduti in Italia. Il post del 21 dicembre 2012 (quello che state vedendo) va dunque letto tenendo conto di questa precisazione.

Il boom di acquisti di smartphone e tablet in Italia può essere la base per uno sviluppo digitale delle riviste, una strada che gli editori di giornali dovranno percorrere per provare a frenare e compensare il crollo di vendite e ricavi in quotidiani, settimanali, mensili.

Per valutare quanto sia decisivo per gli editori di periodici puntare sull’offerta di contenuti su più piattaforme (nella carta e nel digitale, scritto e video) è utile conoscere quanti smartphone e tablet sono stati venduti in Italia e quanti ne entreranno nelle nostre case nei prossimi anni. Non voglio attribuire al digitale un potere salvifico per la carta stampata, sappiamo tutti che gli editori dovranno ancora per molti anni cercare di guadagnare dalle copie vendute in abbonamento e, soprattutto, in edicola. Ma la tendenza per il futuro è chiara, e bisogna investire in questa direzione. Ho cercato a lungo dati affidabili e gli unici che ho trovato sono quelli (autorevoli) della School of Management del Politecnico di Milano, diffusi lo scorso 10 ottobre.
Si calcola che nel nostro Paese saranno venduti, complessivamente, entro la fine del 2012 circa 32 milioni di cellulari intelligenti (quelli che consentono di connettersi a internet ovunque ci si trovi) e 2,9 milioni di tablet, le cosiddette tavolette, che offrono un’esperienza di fruizione (parola orribile 1) diversa dal telefonino, più adatta, penso, alla lettura di articoli lunghi e al consumo (parola orribile 2) di contenuti multimediali articolati (al riguardo vi invito a leggere il bellissimo post uscito oggi su Il Giornalaio).
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Scenari 6/ Nei giornali la carta conta ancora

Infine, la carta: per gli editori americani i giornali di carta rimangono indispensabili nell’offerta al lettore. Non si può rinunciare a quotidiani e periodici tradizionali.

Il Digital Publishing Survey 2012 di The Alliance for Audited Media (ex Audit Bureau of Circulations, l’Ads del Nord America), per cui sono stati sentiti i principali editori di quotidiani e periodici, arriva alla conclusione che della carta non si può fare a meno.

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I ricchi leggono carta

Studio dell’Istituto Ipsos Media CT’s sulle abitudini di lettura degli americani benestanti (reddito superiore ai 100 mila dollari l’anno). Metà di questi ha uno smartphone, il 26 per cento ha un tablet personale, il 47 per cento ha un tablet in famiglia.

Eppure… Per quanto circondati dalla tecnologia applicata alla lettura di libri e magazine, gli americani ricchi mostrano attaccamento ai giornali di carta.

Nel 2011 la lettura dei giornali tradizionali è sceso solo dell’1,3%. Più di 8 su 10 hanno letto pubblicazioni stampate, con larga prevalenza delle donne.

Tra i ricchi, il numero di chi legge quotidiani di carta (“hard copy”: una nuova espressione) è cresciuto lo scorso anno del 3,9 per cento. Si è constatato che più si guadagna, più si leggono giornali cartacei.

Ma gli “affluenti” non trascurano il digitale. Al contrario, non ci troviamo davanti a una situazione “either/or”. Sale il numero di chi compra copie digitali di quotidiani.

In altre parole, il digitale ha avuto l’effetto di aumentare la domanda di informazione, con l’inatteso risultato di aumentare anche il consumo di carta.

 

La fonte: «BizReport is recognized internationally as a leading source for Internet business and e-commerce news. Attracting a diverse and influential audience of business professionals, the BizReport website delivers breaking news, in-depth reports and interviews with industry leaders».

BizReport: i ricchi amano la carta stampata

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