Archivi tag: Jay Rosen

Personal Franchise Model Nel giornalismo Digitale

Siti d’informazione costruiti intorno a personalità carismatiche. Giornalisti che diventano il marchio di una testata. Se ne parla nel giorno del lancio di nuovi periodici digitali negli Stati Uniti

Qualche ora fa è stato presentato il primo dei magazine digitali di First Look Media, la “casa editrice” del papà di eBay.

Il giornale si chiama Intercept, è un “verticale” che si occupa di sicurezza, privacy ed è ritagliato intorno alla figura del giornalista che lo dirige, Glenn Greenwald, ex Washington Post.

Non sarà la prima creazione di questo tipo per First Look Media. Yahoo! sta seguendo la stessa strada.

E sulla stampa americana si dà spazio alla lezione di un professore di giornalismo, Jay Rosen, su quello che lui chiama “personal franchise model” applicato ai siti. Un esempio che tutti conosciamo: Andrew Sullivan.

Il personal franchise model è questo:

Caratteristiche

Redazioni costruite intorno a figure carismatiche di giornalisti che hanno una voce unica e un seguito online.

Il controllo editoriale è del fondatore, anche se la proprietà passa di mano.

Il modello si contrappone a quello istituzionalizzato degli editori tradizionali, dove le persone vanno e vengono mentre restano invariati i brand, i prodotti, il logo.

La testata non sopravvive senza il suo creatore.

L’approccio è di nicchia, riguarda un pubblico circoscritto. Non si danno news generaliste per tutti i gusti e palati.

Il modello economico è estremamente vario e unico per ogni esperienza.

Cosa lo ha fatto nascere

Il pubblico si lega più facilmente a una persona, che a un brand.

Con una figura carismatica, è facile sapere se c’è qualcosa di nuovo da leggere e seguire.

Nel tempo, è diventato più facile aver fiducia nella persona che nell’istituzione.

Nelle grandi aziende c’è meno propensione al rischio e all’innovazione, rispetto alle inizialmente individuali.

Le divisioni tra i generi del giornalismo, le convenzioni fruste, le barriere artificiali tra news e opinioni, le strutture piramidali, la debolezza tecnologica sono fonte di frustrazione per i giornalisti di maggior talento.

continua… leggete il link al professor Rosen!

Futuro dei Periodici

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

PressThink: The Press, The Media; la stampa, i media.

Un blog da leggere, PressTink di Jay Rosen, professore della New York University, membro dell’advisory board (i consiglieri esterni) di Wikipedia.

La stampa, una parola antica, che non può essere sostituita dalla parola: i media. Si dice libertà di stampa, non c’è un equivalente che dica “libertà dei media”. Va dunque conservata. Ha una storia che inizia molto tempo fa. Che continua. La stampa riguarda i media, riguarda chiunque lavori nei media, chiunque si esprima nei media. Che sia giornalista professionale, blogger, altro.

«We need to keep the press from being absorbed into The Media. This means keeping the word press, which is antiquated. But included under its modern umbrella should be all who do the serious work in journalism, regardless of what technology they use. The people who will invent the next press in America—and who are doing it now online—continue an experiment at least 250 years old…»

«…(So) the press is a backward glancing term. To me that’s what’s great about it. It points back to the history of struggle for press liberty, to the long rise of public opinion, and of course to the Constitution, a source from which The Media try to draw legitimacy. But the First Amendment actually speaks of the PRESS. It doesn’t mention media. Anyone could, but then almost no one does, uphold “FREEDOM OF THE MEDIA” as a great right— worth defending and even dying for».

Dal blog di Jay Rosen: PressThink.

Contrassegnato da tag , , , , , ,
Annunci