Archivi tag: La stampa in Italia negli anni 2010-2012

Perché preoccupa l’aumento dell’Iva sui collaterali delle riviste

Confermo che la decisione del Governo di aumentare l’Iva sui prodotti collaterali, venduti insieme ai giornali, portandola dal 4 al 21 %, è un grosso problema.

Dissento da chi minimizza, ignora, irride, trova scandaloso il problema dei collaterali, problema che riguarda, per chi non è dell’ambiente, i cd, dvd, libri, borsette, collane, «bamboline», venduti in edicola insieme alle riviste e ai quotidiani. Un equivoco, il pensare che si tratti di una faccenda secondaria e priva di conseguenze, in cui cade anche chi conosce a fondo il mondo dei giornali.

LA NOTIZIA. Gli editori hanno lanciato al Governo, l’altro giorno, un appello affinché l’Esecutivo torni sui suoi passi e non proceda con l’aumento dell’Iva, con un’incidenza che, su una parte di questi prodotti, dovrebbe passare dal 4 al 21%. Una iattura per editori ed edicolanti, questi ultimi convinti di perdere, se la misura non dovesse essere rivista, il 35% dei ricavi (non proprio nei ricavi, ma questa è la sostanza).

No, non è il solito pianto del commerciante.

Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lo stato di salute dei periodici in Italia: copie vendute, ricavi, giornalisti occupati

Il rapporto «La stampa in Italia negli anni 2010-2012» diffuso ieri dalla Federazione italiana editori giornali (Fieg) scatta la fotografia del settore. I numeri sull’andamento economico dei giornali, gli indicatori riguardanti le performance delle società che li pubblicano e i dati sul numero di giornalisti che lavorano sono un punto fermo per qualsiasi riflessione si voglia sviluppare sul futuro dei giornali.

Mi concentro solo sui dati generali e quelli dei periodici.

Il 2012 ha visto per la prima volta un calo nel numero complessivo di lettori. In passato si registrava una riduzione delle copie vendute ma il numero degli italiani che leggeva quotidiani e periodici era stabile.

Lo scorso anno è stato il peggiore degli ultimi 20 nella raccolta di pubblicità sulla carta stampata. Si è infatti registrato un calo del 14,3%. Ma, come sappiamo, il 2013 sta andando ancora peggio, decisamente peggio.

La crescita del digitale nella pubblicità è stata del 5,3%, ma come in tutto il mondo questa performance non compensa affatto il calo verticale dei ricavi sulla carta, dunque gli editori sono in grande affanno.

Nel 2012 i settimanali hanno venduto 10.225.000 copie, in calo del 6,4%.

I mensili hanno venduto 9.515.000 copie, sotto dell’8,9% rispetto all’anno passato.

La raccolta pubblicitaria di questo settore è scesa del 18%: oggi la pubblicità sui periodici vale 571 milioni di euro.

Le copie vendute, invece, valgono 2.253 milioni di euro, e hanno visto un calo anno su anno del 7%.

Infine i giornalisti occupati.

Nel 2011 il calo complessivo, quotidiani e periodici insieme, è stato dell’1,4%. Nel 2012 del 4,2%.

I giornalisti che lavorano oggi nei periodici italiani sono 2.872, in calo dell’1,4% in un anno.

Ma questa slide dice tutto.

Giornalisti occupati in Italia

Prima Comunicazione: Rapporto Fieg sulla stampa italiana 2010-2012.

Primaonline

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci