Archivi tag: la Stampa

Quel Vecchio Modo Di Gestire Le Redazioni

Una frase. Sull’organizzazione dei giornali. Sulla gestione delle persone nelle redazioni. Tira fuori qualcosa che abbiamo tutti in testa

Leggevo ieri dei progetti di Pier Luca Santoro, l’autore del blog Il Giornalaio, esperto di media, che insieme ad altri professionisti della comunicazione si appresta a lanciare DataMediaHub, sito che si dà il compito di raccogliere e analizzare informazioni e dati sul mondo, tra l’altro, di quotidiani, periodici, social media, comunicazione aziendale (il sito sarà attivo nei prossimi giorni).

Santoro, che non è giornalista, racconta di essere stato nominato “temporary manager” de La Stampa con il ruolo di social media editor (ne ha parlato anche il direttore del quotidiano torinese, Mario Calabresi). Spiega che il mondo delle redazioni appare bisognoso di aggiornamenti. E aggiunge un’annotazione che qualsiasi giornalista interessato al buon funzionamento dei giornali, al lavoro come piena espressione delle proprie possibilità professionali (e non come status e potere), non può che condividere. Si va al punto.

«Quando circa 7 anni fa ho iniziato a conoscere da vicino il settore editoriale sono rimasto letteralmente esterrefatto nel constatare come sia caratterizzato, in buona parte ancor oggi, da logiche organizzative e gestionali che in altri settori/mercati sono state abbandonate almeno dalla metà degli anni ’90».

In questo periodo si parla molto della parte organizzativa (prendete il caso Wired Italia). Non va dimenticata quella gestionale.

Futuro dei Periodici

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,

Il giorno del trasloco – Editori che cambiano sede e… tenore di vita

Il palazzo del Miami Herald era diventato il simbolo del crepuscolo del giornalismo nell’era del digitale. Due giorni fa il quotidiano americano ha cambiato sede, mettendo fine a un’agonia raccontata anche sui media italiani. Ma la tendenza al trasloco non è solo americana. Come raccontano articoli di questi mesi.

Alla fine il Miami Herald, storico quotidiano della Florida, con mille dipendenti, ha traslocato. Ecco una foto della cerimonia d’addio, dopo la riunione di redazione delle 3 del pomeriggio, il 16 maggio.

BKaNFGWCMAEpE2_

Il progressivo impoverimento del giornale è stato oggetto di articoli in tutto il mondo. La sede aveva una bellissima vista sul mare. Ma per tirar su qualche soldo un enorme cartellone pubblicitario era stato appeso alla facciata principale, oscurando le finestre di parte della redazione, proprio quelle che davano verso l’oceano. L’episodio è stato narrato in apertura di un importante rapporto del 2012 sulla transizione dei media, The Story so Far, della Columbia University. Non era sfuggito un diabolico dettaglio: la pubblicità che copriva il palazzo era di iPad di Apple, simbolo del digitale che avanza e manda in crisi i media tradizionali.

Miami Herald headquarters

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Non solo l’Edicola Italiana per diffondere quotidiani e riviste digitali

Nasce l’edicola online dei giornali italiani, si chiama Edicola Italiana, si possono acquistare, leggere, scaricare le versioni digitali dei quotidiani e delle riviste dei maggiori editori del nostro Paese. Sono sei gli editori consorziati: Caltagirone, Gruppo Espresso, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Mondadori, Rcs Mediagroup. Altri potranno aggiungersi ed esporre i propri giornali, i settimanali, i mensili e le altre testate del portafoglio.

PER TABLET. L’atto costitutivo di Edicola Italiana, riferisce Il Sole 24 Ore (l’articolo è riportato in link alla fine di questo post), è stato firmato nei giorni scorsi a Milano. I lettori dei giornali e delle riviste degli editori che fanno parte di questo consorzio potranno acquistare le versioni per pc, tablet o smartphone. Si tratta di una manovra per sfuggire anche ai sistemi di prezzi imposti dalle edicole online esistenti, come Apple Newsstand (che trattiene il 30% dell’acquisto).

ALTRE AZIONI. L’Edicola Italiana fa parte di un’azione più ampia degli editori, così penso ma ormai mi sembra evidente, per incoraggiare e diffondere la lettura nel digitale, sviluppare prodotti specifici e mettersi al riparo da concorrenza scorretta, balzelli di mediatori, pirateria, come questo blog aveva tentato di approfondire in un post di qualche tempo fa. L’Edicola si aggiunge alla guerra per far pagare Google, all’uscita di tablet degli editori italiani, alla chiusura per azione della magistratura del sito pirata (che però ha riaperto nei giorni scorsi) Avaxhome, dal quale si possono scaricare gratuitamente, ma illegalmente, copie digitali complete dei giornali.

IL PUNTO: gli editori italiani si stanno muovendo nel digitale. Lo fanno anche con azioni coordinate, di difesa comune, come nel caso di Edicola Italiana.

Il Sole 24 Ore: edicola online di giornali italiani

logo-sole24ore-radiocor

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , ,

In Francia si lavora a una legge contro Google News

La campagna degli editori contro Google entra nel vivo.

Come riportato ieri su Futuro dei Periodici (Editori contro google), è stata annunciata un’azione congiuta di editori italiani e francesi per far pagare diritti d’autore a Google e agli aggregatori di news su Interner.

Il mese scorso in Francia le società che pubblicano quotidiani e periodici hanno chiesto un provvedimento legislativo a tutela dei loro prodotti. Google aveva risposto che questo intervento «danneggerebbe Internet, i navigatori e i siti di notizie che beneficiano di un traffico sostanzioso» (grazie a Google).

Anche in Germania il Parlamento sta lavorando nella direzione di far pagare i diritti agli aggregatori di notizie.

Oggi il presidente esecutivo di Google Francia, Eric Schmidt, ha incontrato il presidente francese, Francois Hollande, per discutere la proposta di legge che costringerebbe la compagnia di Mountain View a pagare per i contenuti appartenenti ai media transalpini che appaiono sulla pagina dei risultati di ricerca.

E’ chiaro che qualcosa si sta muovendo. La situazione per il giornalismo professionale è insostenibile. Più cala la pubblicità sui quotidiani e i periodici, più questa aumenta su internet. E l’abitudine a consumare news gratuitamente, disincentiva la gente dal sottoscrivere abbonamenti con le testate online. Le news sono diventate commodity, prodotti che si possono ottenere senza pagar nulla e da fornitori diversi ed equivalenti.

L’articolo de la Stampa descrive quel che era atteso in giornata.

M’interessa perché: 1) è iniziata la guerra dei contenuti giornalistici online e su app; 2) se gli editori riuscissero a vincere, si aprirebbe la strada di credibili modelli di business nel digitale; 3) è un conflitto nel quale è in gioco anche il futuro di un internet aperto e libero come l’abbiamo conosciuto fino a oggi.

Il punto: 1) come mi disse 16 anni fa un famoso inviato diventato poi direttore, la principale limitazione al giornalismo di qualità non è il potere politico ma la mancanza di mezzi economici. Senza soldi e compenso un giornalista non può realizzare un buon lavoro. Ci dovremmo accontentare di una melassa di notizie copiate, scritte male, non verificate.

La Stampa: editori francesi contro Google

Contrassegnato da tag , , , , , , ,
Annunci