Archivi tag: lekiosk

Arriva Edicola Italiana, Il Giornalaio Digitale

In primavera arriva Edicola Italiana, il chiosco digitale dove comprare quotidiani e riviste dei principali editori. Un passo avanti nella promozione del nuovo modo di leggere. Ma il confronto con la Francia fa capire che la vendita online resterà solo una parte del mercato.

ALLEANZA TRA EDITORI Leggo su Italia Oggi che dalla prossima primavera sarà possibile acquistare giornali sulla tanto attesa Edicola Italiana. Si tratta dell’edicola virtuale, tutta tricolore, creata da sei editori: Rcs Mediagroup, Gruppo L’Espresso, Mondadori, Gruppo Sole 24 Ore, Gruppo Caltagirone, La Stampa. Ma altri potranno aggiungersi.

COME COMPRARE Si tratta di un importante strumento per permettere a chiunque di comprare giornali ovunque ci si trovi (connessione a internet permettendo) e senza uscire di casa.

Potremo comprare singole copie, fare abbonamenti o comprare un voucher con cui poi acquistare giornali.

Si potranno leggere i giornali su smartphone e tablet. La notizia esce nel giorno in cui Jeff Bezos annuncia il lancio di 3 nuovi tablet di Amazon.

PRO E CONTRO Un bene, un male?

-Un bene se si vuole incoraggiare il progressivo passaggio al digitale, con relativo contenimento di costi per gli editori sulla stampa e la distribuzione.
-Un bene se si vogliono avvicinare quelle persone, soprattutto giovani, che vogliono leggere su tablet e smartphone e trovano vecchia la carta (ma i giornali digitali sono semplici copie della testata cartacea).
-Un bene perché Edicola Italiana bypassa la mediazione di Apple e della sua edicola: Apple trattiene il 30% del prezzo pagato dal lettore e non passa agli editori i dati sui lettori, materiale prezioso per fare offerte mirate, incoraggiare le campagne pubblicitarie, proporre nuovi prodotti.

-Un male per gli edicolanti, che da tempo chiudono punti vendita a causa di mille problemi, ultimo il calo delle diffusioni.

Ma quanto vende un’edicola digitale?

IN FRANCIA Ho trovato i numeri delle edicole virtuali francesi. L’offerta è vivace e aperta alla concorrenza: si confrontano vari siti, in particolare Relay, ePresse, Lekios (presente anche in Italia).
I dati riguardano gli ultimi sei mesi. La crescita è continua: anche il pezzo di Italia Oggi dice che in Francia c’è stato un incremento del 30% in estate.

Relay.com, che vende 158 titoli e appartiene a una società dell’editore Lagardère (gigante della stampa, presente fino al 2010 in Italia con Hachette Rusconi, oggi Hearst), ha il 44% del mercato e ha venduto 687 mila copie in sei mesi.
Lekiosk è secondo con il 33% del mercato e 508 mila copie.
Segue l’edicola internazionale Zinio, con il 10% del mercato e 140 mila copie vendute.
ePresse, con appena 95 titoli in esposizione, ha il 7,8% e vende 120 mila copie.

Pare di capire che per un po’ di tempo edicole tradizionali ed Edicola Italiana dovranno convivere. Amandosi, si spera.

idboox
Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Sempre più lettori per i periodici digitali – Una ricerca in Gran Bretagna

Una notiziola di qualche interesse, perché apre una prospettiva su cui riflettere.

Dunque, questa app per leggere i giornali su tablet, lekiosk, un’edicola virtuale, ha fatto una ricerca sulla lettura dei periodici e dei giornali sulle “tavolette”.

Pare che in Gran Bretagna la metà della popolazione abbia comprato e letto periodici digitali.

Dove si legge con il tablet? Nel 36% dei casi in salotto, nel 22% in camera da letto, nel 20% mentre si viaggia in bus o metro per andare al lavoro.

Il sondaggio, condotto su un campione di 2000 persone, ha inoltre rivelato che 1 inglese su 20, e 1 giovane su 10 tra i 18 e i 24 anni, legge più periodici digitali adesso di quanto facesse un anno fa.

La morale, riportata dal Guardian? Il futuro dei periodici è digitale. E lo strumento per la lettura sarà il tablet. Parola di lekiosk, parte in causa.

The Guardian: tablet e periodici.

the-guardian-logo-300x53

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La Francia si regala tablet ed edicole online per Natale

In Francia gli editori si aspettano il boom dei tablet per Natale. Intanto hanno aperto la strada al digitale. Gli editori transalpini hanno investito nelle edicole virtuali, promuovono le versioni digitali dei giornali e si svincolano dall’abbraccio asfissiante del Newsstand di Apple. Proprio come stanno facendo gli editori italiani, alleati con i francesi nella guerra a Google e all’informazione piratata e gratuita su Internet.

TABLET PER NATALE. Siamo cugini in tutto, anche nella battaglia per tenere in vita la carta stampata. In Francia, come racconta un articolo uscito su La Croix (è riportato nel link in fondo a questo post), il diffondersi dei tablet, fenomeno che si prevede possa avere una accelerazione grazie ai regali di Natale, sta diventando la base per una strategia degli editori in difesa dei giornali e per lo sviluppo di un digitale che contribuisca ad arrestare il declino dell’editoria giornalistica, compensi con nuovi ricavi le perdite della carta e dia un futuro a quotidiani e periodici.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ads certificherà le copie digitali dei giornali

Se ha una qualche vicinanza al vero quel che ho scritto ieri sulle manovre convergenti degli editori verso gli investimenti nel digitale, allora bisogna aggiungere questa notizia.

Da gennaio, ho letto su vari giornali e siti, Ads, l’associazione che si occupa di certificare i dati di diffusione e di tiratura della stampa quotidiana e periodica, potrebbe essere pronta per partire con la rilevazione delle copie digitali dei giornali. Probabilmente da marzo 2013 sarà possibile conoscere quante copie e abbonamenti vengono venduti dagli editori presenti sul mercato italiano, e avremo una qualche misura delle copie scaricate da pc, tablet e mobile in generale. Dico “una qualche misura” perché i dati sono autocertificati dagli editori e da sempre c’è più di un sospetto che siano gonfiati per far bella figura con gli inserzionisti pubblicitari.

Molti dettagli devono ancora essere definiti ma questo ha poca importanza per il mio blog (come distinguere tra pdf, copia nativa, abbonamenti comprati o dai in omaggio con l’abbonamento al cartaceo etc etc).

Ma le cose sembrano guadagnare consistenza.

Ricapitolando: gli editori dichiarano guerra a Google e ai siti aggregatori di notizie che scroccano news ai siti d’informazione, fanno chiudere le edicole virtuali pirata che danno gratis le copie di quotidiani e magazine, lanciano le prime riviste interattive del mercato italiano, promuovono tablet con abbonamenti ai propri giornali, mettono in vendita i loro titoli nelle edicole virtuali legali come Lekiosk, chiedono ad Ads la certificazione delle copie digitali vendute.

Mi pare che qualcosa si stia muovendo, seppur nel clima pesante dei tagli e degli stati di crisi.

M’interessa perché: 1) si sta sviluppando il mercato delle riviste digitali; 2) gli editori tradizionali sono entrati in questo mercato e lo stanno regolamentando e strutturando.

blitzquotidiano.it: ads certificherà le copie digitali

Blitz Quotidiano

Blitz Quotidiano

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

Periodici / Non solo tagli e chiusure: si fa la guerra a Google e alle edicole pirata per lanciare il digitale

L’ingegnere Carlo De Benedetti, presidente onorario del Gruppo Editoriale Espresso, ha confermato ieri sera in tv che nel 2013 Repubblica.it diventerà un sito a pagamento. Sarà introdotto un paywall, cioè un sistema di accesso alle notizie online che costringe ad abbonarsi per leggere i contenuti o a pagare per i singoli articoli (il più famoso esempio di paywall è del New York Times, un sistema “poroso” che permette di leggere gratuitamente un numero massimo di articoli per utente: poi si paga). «Penso che il futuro sia la carta e il digitale. Le due cose. Indubbiamente la crescita avviene sul digitale, non certo sulla carta. Repubblica.it è il primo sito di news in Italia ed ormai il 20% della pubblicità di Repubblica è sul sito. Quindi per noi è una fonte di profitto» ha detto De Benedetti a La7.

Pagare per l’informazione online. Gli editori italiani, per quanto divisi negli affari e in politica, sembrano aver imboccato tutti insieme, in modo concorde e spesso concordato, la strada della guerra ai contenuti free.
Gli editori in queste ultime settimane hanno detto basta a Google e alle edicole pirata. E’ una controffensiva che mira a contrastare la diffusione gratuita su internet di contenuti giornalistici copiati da testate cartacee (spesso riprodotte per intero in pdf) e da siti d’informazione. Non si vuole fare la fine dell’industria musicale, le case discografiche messe in ginocchio dalla pirateria e dagli mp3.A parte un articolo di Repubblica, dal quale si riceve quasi l’impressione che qualche editore voglia limitare la libertà di espressione sul web (un colpo partito per sbaglio), tutti concordano sul fatto che l’informazione giornalistica sia il prodotto di una attività che richiede impegno, fatica, esperienza, tempo, investimenti, un prodotto che merita quindi di essere protetto e valorizzato. Pagato. Stiamo parlando non delle notizie diffuse dal servizio pubblico, ma di un settore industriale che dà lavoro a migliaia di italiani (dei quali solo una piccola parte ha stipendi stellari, gli altri percepiscono retribuzioni ben al di sotto di quelle di altre professioni con iscrizione all’albo).

Ma non mi voglio limitare a notizie come la denuncia presentata da Mondadori contro il portale russo Avaxhome, dal quale si può accedere gratuitamente ai pdf di quotidiani e periodici italiani e non. La denuncia ha poi portato al sequestro d’urgenza del portale.

Non mi voglio neppure limitare alla notizia della guerra dichiarata a Google dagli editori francesi e italiani e alla proposta di legge in discussione al Parlamento tedesco che propone di introdurre l’obbligo per Google di pagare specifici diritti di copyright per le notizie dei giornali riprese dal servizio Google News.

Osservo un quadro più ampio. Vedo editori che lanciano versioni interattive dei loro giornali da leggere con i tablet, come ha fatto ieri Condé Nast Italia. C’è Mondadori che presenta e promuove un tablet con il marchio Kobo per la lettura su “tavoletta” dei periodici della casa. Più in generale ho l’impressione che l’industria dei periodici abbia deciso finalmente di muoversi verso il digitale e stia preparando il terreno a investimenti in prodotti da distribuire magari nelle edicole virtuali legali come il Newsstand Apple ed Lekiosk, l’edicola virtuale nata in Francia e arrivata qualche mese fa in Italia (tra i primi periodici italiani a essere distribuiti in formato digitale c’è Focus di Gruner und Jahr / Mondadori). Aggiungo infine la notizia che anche il Corriere.it, oltre a Repubblica.it, si starebbe preparando ad adottare un accesso a pagamento ai contenuti giornalistici del sito.

M’interessa perché: 1) si inizia a intravedere una strada per lo sviluppo digitale nei periodici; 2) ipotesi su quel che accadrà nei prossimi mesi.

International Business Times: Repubblica.it a pagamento

Il Sole 24 Ore: guerra alle edicole pirata

s24o

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Focus entra nell’edicola digitale lekiosk

Questa è una notizia che riporto perché, oltre che interessante, è un omaggio e una forma di incoraggiamento verso i colleghi di Gruner und Jahr/Mondadori, alle prese da inizio ottobre con un piano di stato di crisi, presentato dall’azienda, che ipotizza il taglio di 36 giornalisti su 72.

In questi giorni  il “mondo” di Focus è entrato in lekiosk, edicola digitale per iPad, iPhone e iPod Touch, lanciata da poche ore sul mercato italiano.

Scaricando la app gratuita si possono leggere le testate di Gruner a prezzi molto buoni.

Sono Focus, Focus Storia, Focus Extra, Focus Storia Biografie, Geo e Jack. Ma di queste testate, cinque sono destinate alla chiusura, stando alle dichiarazioni dell’azienda.

lekiosk è nata in Francia nel 2007 ed è stata scaricata da oltre 500 mila persone e installata sul 25% degli iPad francesi.

Buona lettura!

M’interessa perché: 1) le app permettono di proteggere i contenuti dei periodici dall’azione di pirateria di internet e ristabiliscono il concetto che, per leggere degli articoli ben scritti e ben documentati, bisogna pagare. Ben scritti e documentati come quelli di Focus.

Il punto: trasformare le piattaforme digitali in alleate della “stampa”: non più nemici.

Focus: le riviste di Gruner su lekiosk

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,
Annunci