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Francia, i ricchi preferiscono i giornali di carta

Anche in Francia i fedelissimi della carta stampata sono coloro che percepiscono un alto reddito: quadri, dirigenti, professionisti. Una buona notizia per l’editoria dell’Exagone, che deve comunque combattere con le difficoltà della crisi economica e i cambiamenti strutturali del mercato.

Se avete seguito questo blog forse ricorderete che ho già pubblicato un post su questo argomento, ma relativo agli Stati Uniti. Rileggendolo, mi sono accorto che l’istituto che ha condotto la ricerca in Francia è lo stesso che ha fatto l’indagine negli Usa. Ma procediamo con ordine.

Uno studio sull’audience della stampa intitolato Audipresse Premium, realizzato da TNS-Sofres e da Ipsos Media Ct (quello che ha fatto la ricerca in America), ha scoperto che seppur con qualche cedimento la stampa rimane il media di gran lunga preferito tra quadri, dirigenti e percettori di redditi alti, una fascia nella quale si fa rientrare il 7,7% della popolazione transalpina.

Questi ritengono che i giornali siano più affidabili (66%), credibili (63%) e più completi (62%) di televisione, radio e Internet. Sono la fonte d’informazione in cui più si riconoscono e si vedono rispecchiati (48%).

Questi lettori “premium” (termine che può provocare reazione allergica per la connotazione elitaria) sono i più interessanti da punto di vista economico e dunque particolarmente inseguiti dagli investitori pubblicitari.

Cresce anche l’apprezzamento per i tablet (+31,1% di lettori rispetto al 2011).

La ricerca condotta negli Stati Uniti da Ipsos Media aveva stabilito che tra i lettori con un reddito alto (più di 100 mila dollari all’anno) il numero di coloro che nel 2011 avevano acquistato giornali di carta era aumentato del 3,9% rispetto all’anno precedente.
M’interessa perché: 1) è un indizio del fatto che la carta si deve preparare a convivere per lungo tempo con il digitale; 2) la fascia ad alto reddito rimane la più interessante per gli editori, perché permette di raccogliere la pubblicità più “ricca” (ricordiamo che la prima causa della gravissima crisi in cui si dibatte la stampa è il crollo della pubblicità); 3) la diffusione dei tablet continua, continua…
Il punto: come sono cambiate le abitudini di lettura della gente.
Chi lo dice: «Fondé en 1908, Les Échos est un quotidien français d’information économique et financière, propriété du
Groupe Les Échos, pôle médias du groupe LVMH».

lesechos: i ricchi e la stampa

Futuro dei Periodici: i ricchi leggono carta

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Les Echos potenzia il sito. E fa pagare

Il quotidiano economico francese Les Echos rilascia il nuovo sito e modifica il sistema di accesso a pagamento.

Viene adottato un paywall simile a quello di NYT e FT.

I primi 15 articoli sono gratuiti, per leggerne altri 5 bisogna registrarsi al sito, oltre i 20 si paga. Un paywall poroso, dunque.

Il Pdg del gruppo, Francis Morel, ha dato la notizia specificando che il digitale è ormai il primo canale d’informazione.

«Pour s’informer, les consommateurs passent chaque jour 1h17mn sur le web ou les mobiles, 1h12 devant la télévision, 1h01 à écouter la radio, 0h30 à lire un magazine et 0h28 un quotidien». Chiaro il concetto?

A Les Echos il 15 per cento degli abbonamenti è digitale, non replica del cartaceo.

Infine il quotidiano, che nel 2012 ha ridotto le perdite pesanti dell’anno precedente, dichiara di vendere 120.500 copie al giorno, e di totalizzare con il sito in media tre milioni di visitatori unici al mese, in crescita del 35 per cento.

M’interessa perché: 1) ripropone il dibattito su contenuto gratuito vs contenuto a pagamento: la querelle continua.

Il punto: l’editore investe nel digitale anche se è in perdita.

 

AFP: in Francia Les Echo potenzia il digital.

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