Archivi tag: nuovi periodici

Nuove Riviste Dimostrano Che La Stampa Non È Morta

Una ondata di nuove riviste. Più simili a piccoli capolavori dell’artigianato che a giornali. Senza pubblicità. Realizzate con il crowdfunding. Con foto artistiche, carta di pregio, materiali scelti

Riempiono gli scaffali delle librerie, sia a Londra, come racconta The Guardian, sia a Roma e Milano.

L’articolo del quotidiano britannico descrive il fenomeno. Che per qualcuno sarebbe la dimostrazione della resistenza della carta stampata.

In realtà si tratta di prodotti lontani dalle logiche industriali che governano i periodici come li conosciamo.

E non è una gran consolazione sapere che l’artigianato subentra alla produzione di massa: è un fenomeno di nicchia che non salva posti di lavoro e non garantisce lettori.

Ma è bello lasciarsi ispirare. Perché queste riviste mostrano come può cambiare la stampa nell’epoca di Internet.

The Guardian fa riferimento a nuovi modelli economici, al crowdfunding, alla vendita in Rete.

E alla creatività messa in moto. Senza celebrity in ogni pagina, pubblicità, calendari promozionali.

Non è solo un capitolo del revival dei prodotti fatti a mano, artigianali, che ci compensano della progressiva smaterializzazione della vita nel mondo digitale.

Dal Guardian: nuovi magazine 1.

 

 

Dal Guardian, nuovi magazine 3.

Dal Guardian, nuovi magazine 2

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Personal Franchise Model Nel giornalismo Digitale

Siti d’informazione costruiti intorno a personalità carismatiche. Giornalisti che diventano il marchio di una testata. Se ne parla nel giorno del lancio di nuovi periodici digitali negli Stati Uniti

Qualche ora fa è stato presentato il primo dei magazine digitali di First Look Media, la “casa editrice” del papà di eBay.

Il giornale si chiama Intercept, è un “verticale” che si occupa di sicurezza, privacy ed è ritagliato intorno alla figura del giornalista che lo dirige, Glenn Greenwald, ex Washington Post.

Non sarà la prima creazione di questo tipo per First Look Media. Yahoo! sta seguendo la stessa strada.

E sulla stampa americana si dà spazio alla lezione di un professore di giornalismo, Jay Rosen, su quello che lui chiama “personal franchise model” applicato ai siti. Un esempio che tutti conosciamo: Andrew Sullivan.

Il personal franchise model è questo:

Caratteristiche

Redazioni costruite intorno a figure carismatiche di giornalisti che hanno una voce unica e un seguito online.

Il controllo editoriale è del fondatore, anche se la proprietà passa di mano.

Il modello si contrappone a quello istituzionalizzato degli editori tradizionali, dove le persone vanno e vengono mentre restano invariati i brand, i prodotti, il logo.

La testata non sopravvive senza il suo creatore.

L’approccio è di nicchia, riguarda un pubblico circoscritto. Non si danno news generaliste per tutti i gusti e palati.

Il modello economico è estremamente vario e unico per ogni esperienza.

Cosa lo ha fatto nascere

Il pubblico si lega più facilmente a una persona, che a un brand.

Con una figura carismatica, è facile sapere se c’è qualcosa di nuovo da leggere e seguire.

Nel tempo, è diventato più facile aver fiducia nella persona che nell’istituzione.

Nelle grandi aziende c’è meno propensione al rischio e all’innovazione, rispetto alle inizialmente individuali.

Le divisioni tra i generi del giornalismo, le convenzioni fruste, le barriere artificiali tra news e opinioni, le strutture piramidali, la debolezza tecnologica sono fonte di frustrazione per i giornalisti di maggior talento.

continua… leggete il link al professor Rosen!

Futuro dei Periodici

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Wall Street Journal lancia Money, rivista per ricchi

Il Wall Street Journal lancerà il 9 marzo un trimestrale di lifestyle pensato per i ricchi e la pubblicità del lusso. Si chiamerà Money, avrà 50 pagine, di cui 30 di articoli e 20 di pubblicità, e sarà distribuita negli Stati Uniti con l’edizione del weekend del Journal, che fa 2 milioni 300 mila copie. La testata è uno spinoff del Wall Street Journal Magazine.

Money non parlerà di finanza e investimenti, non avrà un taglio di servizio, seppur alto, ma racconterà storie di businessman che hanno raggiunto il successo, le loro idee vincenti, i loro più grandi errori.

wsj-money-redesign-hed-2013

 

M’interessa perché: 1) si fanno ancora lanci di periodici; 2) hanno grande successo gli allegati; 3) il lusso rimane una nicchia interessante per la raccolta di pubblicità. Anche su carta.

Ad Week: Wall Street Journal lancia rivista per i ricchi

adweek

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Nel 2012 pubblicati 870 nuovi periodici negli Usa. Quasi tutti di nicchia.

Per gli editori statunitensi quello che abbiamo lasciato alle spalle è stato un anno di lanci. Complessivamente si contano 870 nuovi periodici. Per trovare un’annata altrettanto prolifica bisogna tornare al 2007. Ma si tratta di pubblicazioni spesso di nicchia. E i grandi editori sono rimasti ai margini del gioco.

Questo post è anche l’occasione per presentare un personaggio interessante e curioso, il professore Samir Husni, direttore del Magazine Innovation Center della School of Journalism all’Università del Mississipi. Il professor Husni, bizzarro e simpatico perché si vanta di possedere 28 mila prime edizioni di periodici e mille cravatte, è l’autore del popolare sito Mr. Magazine, e da 24 anni si occupa di lanci di periodici. Viene spesso intervistato, citato e invitato a eventi dai maggiori editori americani.

Nel 2012 il numero complessivo è stato di 870 lanci. Parliamo di settimanali, quindicinali, mensili, bimestrali, speciali, prodotti dalla periodicità più dilatata, irregolare, o di book-a-zine, libri realizzati utilizzando in parte articoli già usciti. Sono prodotti editoriali tutti rigorosamente di carta e distribuiti in edicola. Delle 870 pubblicazioni, 242 escono con frequenza regolare.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci