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Perché preoccupa l’aumento dell’Iva sui collaterali delle riviste

Confermo che la decisione del Governo di aumentare l’Iva sui prodotti collaterali, venduti insieme ai giornali, portandola dal 4 al 21 %, è un grosso problema.

Dissento da chi minimizza, ignora, irride, trova scandaloso il problema dei collaterali, problema che riguarda, per chi non è dell’ambiente, i cd, dvd, libri, borsette, collane, «bamboline», venduti in edicola insieme alle riviste e ai quotidiani. Un equivoco, il pensare che si tratti di una faccenda secondaria e priva di conseguenze, in cui cade anche chi conosce a fondo il mondo dei giornali.

LA NOTIZIA. Gli editori hanno lanciato al Governo, l’altro giorno, un appello affinché l’Esecutivo torni sui suoi passi e non proceda con l’aumento dell’Iva, con un’incidenza che, su una parte di questi prodotti, dovrebbe passare dal 4 al 21%. Una iattura per editori ed edicolanti, questi ultimi convinti di perdere, se la misura non dovesse essere rivista, il 35% dei ricavi (non proprio nei ricavi, ma questa è la sostanza).

No, non è il solito pianto del commerciante.

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Morte dei blog o dei periodici? – Una riflessione di Andrew Sullivan

La polemica sulla fine dei blog. Ripresa da uno dei blogger più famosi, Andrew Sullivan. Un uomo, un brand. Ma la discussione ributta la palla nel terreno dei periodici. Sono i magazine quelli che più risentono della transizione al digitale dell’informazione.

Il post di Sullivan prende le mosse da un articolo di Marc Tracy per New Republic, rivista di politica e cultura con impronta liberal nata nel 1914. Il quale ragiona sulla morte dei blog, la certifica e porta come prova le trasformazioni del blog di Sullivan, The Dish.

We will still have blogs, of course, if only because the word is flexible enough to encompass a very wide range of publishing platforms: Basically, anything that contains a scrollable stream of posts is a “blog.” What we are losing is the personal blog and the themed blog. Less and less do readers have the patience for a certain writer or even certain subject matter.

Avremo ancora blog, naturalmente, perché il mondo è abbastanza capiente da contenere un’ampia gamma di piattaforme di pubblicazione. Di fatto, qualsiasi cosa contenga una pagina scorrevole con una successione di post è un “blog”. Quel che stiamo perdendo è il blog personale e il blog a tema. Sempre di meno i lettori hanno la pazienza di andarsi a leggere un certo autore o di seguire una certa materia, e solo quella.

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