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Piace la pubblicità interattiva dei periodici

Sondaggio sull’efficacia della pubblicità nelle edizioni per tablet dei periodici americani. Per la prima volta uno studio rivela un’alta partecipazione dei lettori, che cliccano sulle inserzioni, aprono siti, scaricano applicazioni. Un risultato che dovrebbe fare piacere ai giornalisti: come sappiamo, ci sono testate che ricevono metà o due terzi dei ricavi dalla pubblicità.

La ricerca è stata fatta da Starch Digital su piú di 13 mila inserzioni pubblicitarie nelle edizioni per tablet delle riviste nella seconda metà del 2012. Circa 9.500 pubblicità avevano elementi di interattività. Metà dei lettori che hanno letto o notato queste inserzioni hanno poi interagito con le stesse. L’interesse maggiore è stato riscosso dalla comunicazione riguardante auto, moto, scooter.

Il Punto: trovare fonti di ricavo, e un modello di business, per i periodici del futuro.

Adage: successo della pubblicità interattiva sul tablet
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Periodici/ Non solo tagli e chiusure di testate: Condé Nast investe nel digitale

Anche in Italia Condé Nast entra con decisione nel mercato digitale dei periodici.

Leggo su Italia Oggi e alcuni siti che la casa editrice americana lancia edizioni digitali interattive (interactive replica) di due testate, Gq e Wired.

Non della solita replica del giornale di carta si tratta, ma di un prodotto ideato per il tablet.

Non un pdf ma articoli e foto con didascalie interattive, condivisione su social network e contatto tra i lettori e le firme del giornale. Oltre il 60% delle pagine sarà interattivo.

Nel 2013 altre testate dell’editore saranno pronte per le tavolette.

I prezzi sono ribassati per conquistare i lettori italiani, non abituati a questa novità.

L’abbonamento annuale costa 11,99 euro, la singola copia 2,99 euro oppure 1,69 euro se si acquista il giornale per tre mesi.

Ma la notizia che più mi colpisce è la previsione di Condé Nast sulla diffusione dei tablet in Italia. L’editore conta di raggiungere nel medio-lungo periodo un 5-10% di copie diffuse sul nuovo canale. Nel nostro paese si prevede che saranno venduti 3 milioni di device entro il 2012, per poi balzare a 6 milioni nel 2013.

Ma il giornale nativo digitale (nativo nella formula, la testata è invece un brand straconosciuto) oltre a puntare sui lettori strizza l’occhio alla pubblicità. Una serie di post di questo blog hanno sottolineato le difficoltà nella raccolta pubblicitaria dei periodici sia nel presente sia nelle previsioni fino al 2015. Scrivevo, a intuito e non per conoscenza, che per non farsi scappare gli investitori, gli editori di periodici dovrebbero avere più progettualità nel digitale, per dare agli inserzionisti (anzi, per suggerire e ispirare) la possibilità di fare campagne in un nuovo modo, moderno, completo, articolato su più piattaforme. Ecco, Condé Nast, non a caso un editore americano, arriva per primo in Italia. Fin dal primo numero di Gq e Wired per tablet sarà possibile fare inserzioni e campagne pubblicitarie interattive, arricchite con video, grafica animata e modalità di coinvolgimento del lettore.

M’interessa perché: 1) un editore punta per la prima volta in Italia con decisione su testate periodiche pensate per tablet; 2) si apre una strada interessante per il lettore, che è incoraggiato a consumare sul web contenuti giornalistici a pagamento; 3) si offre agli inserzionisti un modo moderno di fare pubblicità, capace di raggiungere il pubblico là dove si trova (il digitale) e non solo là dove il lettore si trova sempre di meno (carta stampata).

Italia Oggi: giornali per tablet di Condé Nast

Pubblicità Italia: giornali interattivi di Condé Nast

Gq interactive replica, copia interattiva

Gq interactive replica, copia interattiva

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