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5 Segnali di Vita Digitale dei Periodici Italiani

A TUTTO VIDEO Mondadori fa un accordo per portare i video dei propri siti, tra cui Panoramauto.tv, su quelli dell’area Mediaset. E i video di Mediaset, inclusi quelli on demand del palinsesto televisivo, saranno disponibili per i lettori di Panorama.it, Grazia.it, Donnamoderna.com. Verrà raggiunto dai contenuti e dalla pubblicità della casa editrice un bacino complessivo di 23 milioni di utenti unici mese (Mediset più Mondadori più Italiaonline).

WIRED NON È UNA RIVISTA Il direttore di Wired Italia (Condé Nast) ha annunciato di voler applicare la filosofia del Digital First. Riprendendo la frase di un famoso Ceo americano: «Time non è una rivista», Massimo Russo dice: «Wired non è una rivista». In attesa di vedere quanto il digitale valga in termini di ricavi per i periodici italiani, l’ordine delle cose comunicate sembra questo: 1) viene ripensata la linea editoriale del giornale, che riceve un taglio più coi piedi per terra, ottimistico e di servizio; 2) si risparmia sulla edizione cartacea, riducendo le uscite annuali a 10 numeri; 3) i redattori e collaboratori dovranno lavorare ogni giorno, e innanzitutto, per il sito. C’è un nuovo mondo da inventare.

ALLARGARE IL PUBBLICO Mondadori sarebbe in corsa contro Rds (Radio Dimensione Suono) per l’acquisto delle radio del Gruppo Finelco (per circa la metà di Rcs): Radio 105, Virgin Radio, Radio Montecarlo. Per l’editore è il tentativo di ampliare la vetrina su cui far uscire la pubblicità (carta, radio, digitale). Per ora la platea delle radio del gruppo è di 10 milioni di ascoltatori (al netto della possibile acquisizione delle radio di Finelco).

ARRICCHISCIMI Le riviste di Editoriale Domus passano alla digital edition: per Quattroruote, Domus, Dueruote, Ruoteclassiche, Tuttotrasporti sarà possibile scaricare l’edizione digitale da tablet, smartphone e computer. Ci si può abbonare solo al digitale, o a carta più digitale. Contenuti arricchiti con photo gallery e video.

GIORNALI GIRAMONDO Icon, allegato maschile di Panorama, esce da novembre in Spagna insieme al quotidiano El Pàis in 300 mila copie. Grazia viene pubblicato in Messico: è l’ennesima edizione internazionale del femminile. E si capisce: moda, design, stile di vita sono il petrolio italiano. La mossa viene notata da Fipp, l’associazione mondiale degli editori di periodici, che mette la notizia in home page. E dal designer Mario Garcia.

Futuro dei Periodici

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Quattroruote va in India con autoX

Internazionalizzazione: è la parola nella mente e sulla bocca di tutti i maggiori editori americani ed europei in un periodo di scarsi guadagni nei Paesi d’origine. Ecco allora che la notizia di una partnership tra l’editore indiano leader nei motori e nel lifestyle legato ad auto e moto con la rivista italiana che più rappresenta questo settore, la mitica Quattroruote, dell’Editoriale Domus, porta in luce il potenziale della nostra tradizione giornalistica.

autoX, rivista che in India è arrivata al 75esimo numero, annuncia di voler avvalersi delle competenze di un partner italiano, l’Editoriale Domus, già presente, come ho scoperto esplorando in questi giorni il sito della società, in 20 differenti aree linguistiche del mondo (con Domus, Quattroruote, Cucchiaio d’argento).

Di Quattroruote, l’editore indiano sottolinea l’autorevolezza di settore e con enfasi motivata dice che la testata è numero uno in Europa anche per l’accuratezza e affidabilità dei test sulle auto.

Attestati di qualità che valgono per altri brand italiani.

Non c’è solo la brutta storia di Recoletos.

Il Punto: gli editori italiani cercano di portare all’estero i propri brand, alla ricerca di altri ricavi (per ora simbolici).

businesswireindia: Quattroruote in India

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Il primo mese di Huffington Post e la magra figura dei magazine nel web

I dati Audiweb di ottobre dicono che nel primo mese di attività l‘Huffington Post Italia ha portato a casa  49 mila utenti unici al giorno e 212 mila pagine viste.

Lucia Annunziata, direttore del giornale online, ha dichiarato di voler arrivare a 500 mila utenti unici al giorno entro il 2015.

Sui giornali è stato osservato che l’Huffington è dietro ad altri siti d’informazione, come Lettera43 (cresciuto in un anno del 246%) e Dagospia; ma precede Il Post, Blitzquotidiano.it e Linkiesta.

Guardo le tabelle con le testate e i dati di traffico.

Noto che l’Espresso, sito che appartiene allo stesso editoriale che pubblica l’Huffington, seppur in joint venture, ha 64 mila utenti unici giornalieri, non molti di più dell’altra testata, pur disponendo di una redazione con molte penne e firme.

Noto che nella classifica dei 100 siti per visitatori secondo Audiweb, non compare il concorrente de l’Espresso, Panorama.it. Osservo che TgCom24, quarto in classifica dopo Repubblica, Corriere e il Meteo, va evidentemente molto meglio di Panorama.it, testata online che appartiene alla stessa galassia editoriale, quella berlusconiana.

Ma le testate storiche, Espresso e Panorama, presenti da tempo nel web, hanno le armi per competere con Huffington e Tgcom24?

Altri magazine. Il primo nella classifica è Donna Moderna (Mondadori), con 327 mila utenti unici giornalieri, segue, a grande distanza, Leiweb (Rcs Mediagroup), con 160 mila utenti unici. Poi, lontani, Quattroruote, l’Espresso appunto ed Elle Network. I magazine non brillano, nel loro complesso.

M’interessa perché: 1) fotografa l’arretratezza della proposta sul digitale dei periodici; 2) non sarà che i periodici devono puntare sulle app e non sui siti?

Audiweb: su Huffington Post, l’Espresso e i magazine online.

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