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3 Link Sulla Pubblicità Nativa Nei Periodici

Se ne fa un gran parlare. Ma la pubblicità nativa sta davvero prendendo piede nei giornali. Dopo il grande passo del New York Times, altre testate seguono l’esempio. Solo ieri si sono lette 3 notizie

Teen Vogue lancia un piano di pubblicità nativa su Instagram, dove è il brand leader negli Stati Uniti (tra i periodici) con 625.000 follower.

Bauer Media, che in Gran Bretagna pubblica decine di riviste tra cui Grazia e Closer, presenta The Debrief, rivista digitale multipiattaforma, destinata a giovani donne, che viene finanziata con native advertising in partnership con Bacardi ed H&M.

In Italia Condé Nast e Manzoni, concessionaria di pubblicità del Gruppo L’Espresso, mettono al mondo nelle prossime settimane Multi-Mag, il primo periodico multimediale e nativo digitale italiano che ospita pubblicità… nativa.

Futuro dei Periodici

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Anna Wintour e il Digitale di Vogue

Come deve cambiare un giornale con l’arrivo del digitale. Più contenuti per i vari canali. Un pubblico diverso su ciascuna piattaforma. Il rischio di cannibalizzazione. La necessità di imparare: anche da parte di Anna Wintour, direttore di Vogue

UN GRANDE DIRETTORE Anna Wintour non ha bisogno di presentazioni: il direttore di Vogue, Teen Vogue e, da sei mesi, il direttore artistico dei periodici americani di Condé Nast, ha parlato ieri dello sviluppo digitale dei suoi giornali a una conferenza newyorkese di Women’s Wear Daily (WWD), la Bibbia della moda.

Come viene affrontato l’impatto tra la nuova dimensione digitale della comunicazione e il rafforzamento di un mensile come Vogue?

PIÙ CONTENUTI Il mitico direttore spiega di aver imparato che l’obiettivo, ora, è creare più contenuti che siano specifici per ciascun canale: carta, sito web, mobile. Perché se si cade nell’errore di mettere le stesse cose nel magazine e nel sito, il risultato sarà poco soddisfacente, visto che raggiungi un pubblico diverso su ciascuna piattaforma.

«So now what we’re all doing is creating more content that is specific for different channels. I think what I’ve learned, what we’ve all learned, is that if you do similar content for the magazine and the website, it’s going to be much less successful [because] you’re reaching a different reader [on each platform]… The good news is that you are reaching far more readers through all these different channels».

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