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I limiti delle app dei periodici

In questo pezzo di Techvibes si spiega perché la maggior parte degli editori di periodici crea copie digitali che sono l’esatta replica del giornale di carta.

Senza multimedialità, a basso tasso di interattività, con pochi elementi aggiuntivi, come i video.

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Perché ha chiuso il quotidiano digitale The Daily di Murdoch

Perché The Daily, il quotidiano solo digitale di Rupert Murdoch, è stato un fallimento e dopo neanche due anni di pubblicazioni chiude l’attività?

Nella rete e sui giornali, ma soprattutto nella piggia di tweet, si sprecano le interpretazioni.

In questo articolo di International Business Times, che trovate linkato in fondo a questo post, vi invito a leggerlo, si riportano con tona pepato alcune delle spiegazioni più comuni. Credo contengano tutte un grano di verità.

C’è chi evidenzia l’assurdità di voler lanciare un prodotto editoriale che può essere letto su un solo device, l’iPad.

Chi contesta l’adozione dell’accesso a pagamento (paywall) per un giornale completamente nuovo (questa spiegazione mi sembra stimolante).

Altri imputano alla debolezza dei contenuti giornalisti l’inevitabile debacle.

Ma per me la cosa più importante è che non si ricavi dal fallimento di The Daily una sfiducia totale sul futuro dell’editoria digitale. Certo, dirlo adesso espone a lazzi di ogni tipo. Racconto allora un apologo, tanto per alleggerire la preoccupazione.

E’ un paragone folclorisico, di quelli invisi alla forma mentis italiana ma tanto amati dalla manualista americana dal taglio pratico: quel che conta non è la verosimiglianza ma il suggerimento di pensiero, concettuale.

Pare che negli anni delle prime sperimentazioni con gli aeroplani ci fosse qualcuno che era sconfortato dai continui fallimenti. Accidenti, anche oggi un altro velivolo si è schiantato al suolo dopo pochi metri. Prevedevano che non ci sarebbe stato futuro per le macchine volanti, anche se tutti i sondaggi di ricerca (questa è una aggiunta spuria, moderna, al raccontino) registravano una gran voglia di volare negli intervistati… Chissà se quei visionari (delle macchine volanti) si sono arresi così presto.

http://www.ibtimes.com/why-rupert-murdochs-daily-failed-what-it-means-ipad-publishing-915371

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The Daily chiude: dal 15 dicembre stop al quotidiano digitale di Murdoch

The Daily chiude. Ora ci chiederemo come interpretare questa decisione di News Corp, il gigante dell’editoria di proprietà di Rupert Murdoch.

E’ l’ennesimo fallimento nella ricerca di un modello di business per i giornali nel digitale? Traduco per i non esperti: la ciusura di The Daily significa che i giornali digitali non possono sopravvivere perché non guadagnano abbastanza dagli abbonamenti e dalla pubblicita?

Oppure la chiusura del quotidiano newyorkese, nato tra mille aspettative, con puntati addosso gli occhi degli editori di tutto il mondo, è solo il fallimento di un giornale puramente digitale, una testata nuova, senza un nome forte, che non è già presente nelle edicole? Il contrario del fallimento di Newsweek?

Ma andiamo alla notizia. The Daily è stato lanciato all’inizio del 2011 come testata quotidiana ambiziosa, di qualità, destinata a vivere solo nella dimensione digitale. Lunedì, oggi, l’editore ha comunicato che il giornale cesserà di esistere il 15 dicembre come pubblicazione “stand alone”, giornale che si tiene in piedi da solo, autonomo (diventerà un allegato?). Da luglio di quest’anno circolavano voci di chiusura anticipata e l’organico era stata tagliato per un terzo.

Il giornale, lo sappiamo, voleva proporre una grafica di alta qualità, ed era ricco di contenuti video, foto straordinarie, contributi audio, grafica interattiva.

Cos’è cambiato in questi due anni, dal lancio a oggi? C’è stata l’esplosione delle app dei giornali, che si possono scaricare dagli store digitali, e sono nate le edicole sul web, prima tra tutte il Newsstand di Apple, una edicola virtuale dove un lettore può prendere dagli scaffali e acquistare moltissime testate esistenti. Ecco perché mi chiedo se la precoce fine di The Daily non sia la rivincita dei giornali già esisternti, quelli che hanno un marchio forte, quelle che i lettori amano già e vogliono ritrovare negli App Store.

Da questo punto di vista fa riflettere la dichiarazione rilasciata oggi dall’editore: «Sfortunatamente non siamo riusciti a trovare una audience sufficientemente estesa in un tempo sufficientemente rapido da convincerci che avevamo un modello di business sostenibile nel lungo periodo. Prenderemo quel che di buono ci ha insegnato questa esperienza e l’applicheremo alle nostre properties» (agli altri prodotti editoriali della casa).

M’interessa perché: 1) finisce il più ambizioso progetto di testata digitale nata sul digitale per il digitale; 2) dimostra che è difficile sostenere un giornale costoso, con una redazione grande e di alta caratura, con gli abbonamenti online e la pubblicità digitale; 3) c’è un modello di business per il digitale?

Chi lo dice: «The Mac Observer, daily news, opinions, editorials, reviews, tips, help, forums, comments, and podcasts all relating to the Mac, Apple, the iPod, the iPhone, the iPad…».

Chiude The Daily

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