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4 Modi Di Affrontare La Crisi Dei Periodici

Sono 4 gli editori di periodici tradizionali da studiare da vicino nel panorama internazionale

Mentre in Italia ci sono notizie di primo piano (pensiamo solo a Rcs Mediagroup), i cambiamenti negli editori internazionali aiutano ad avere una bussola.

Il quarto esempio, quello di stretta attualità, è Time Inc: il più grande editore americano di riviste, Time, People, Sports Illustrated, che si prepara a camminare da solo, separandosi, nella prima metà del 2014, da Time Warner.

Da seguire perché, come alcuni editori italiani,è in ritardo nel digitale, impegnata nel vincere la sfida della sopravvivenza, travolta da continui cambiamenti di strategia in questi anni, decisa a tagliare.

La notizia di questi giorni è che Time Inc. si prepara a eliminare 500 posizioni. Uscite di dipendenti, pari per numero a quelle di appena un anno fa, che corrispondono a una riorganizzazione interna, con semplificazione delle strutture: si passa da 3 a una sola divisione dei periodici. Obiettivo: poter ragionare con più chiarezza sul lancio di prodotti cross brand.

Ma dicevo che sono 4 le società da tenere a mente.

Le altre sono:

Axel Springer, primo editore europeo ad aver trovato una strada nel digitale (con sviluppo multimediale e multipiattaforma dei brand e cessione ad altri editori di quotidiani locali e riviste non più centrali).

Forbes: ha reinventato in chiave iperliberista il lavoro della redazione e il rapporto con 1000 contributors (visto che nel digitale è necessario pubblicare moltissimo, giocare sulla quantità, fare massa).

The Atlantic Media: ha trasformato il venerando ma vetusto mensile liberal in un prodotto digitale multicanale all’avanguardia, un esempio per tutti gli editori; ha lanciato un giornale online di economia, Quartz, diventato un modello di news pensate per mobile: sviluppo rapidissimo e di grande successo.

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Time licenzia 700 dipendenti nei periodici e nel digitale

L’editore di Time taglia 700 posti nei periodici e nei siti web. Obiettivo: risparmiare quest’anno 100 milioni di dollari. I licenziamenti iniziano a febbraio.

Il Ceo di Time Inc., Laura Lang, ha spiegato che l’azienda sta cambiando e si sta adeguando ai nuovi tempi, ma in questa fase rimangono difficoltà. Per non perdere l’opportunità di crescere nel futuro bisogna tenere sotto controllo i costi.

Di qui la decisione di lasciare a casa 700 dipendenti dell’area periodici e digitale e l’annuncio che non ci saranno gli attesi aumenti di stipendio per 8 mila dipendenti.

L’articolo di Fox Business, che potete leggere andando al link riportato in fondo a questo post, si conclude con una sintetica descrizione del contorno in cui si inserisce la notizia, secondo i canoni delle news d’agenzia. Si dice che l’industria della carta stampata sta soffrendo cali nelle diffusioni e nella pubblicità perché lettori e pubblicità stanno migrando verso il digitale.

M’interessa perché: 1) spiega come il principale editore americano di periodici stia affrontando la crisi della carta stampata; 2) ormai anche la portinaia di Indro Montanelli, ma americana, sa che lettori e pubblicità si spostano sul digitale.

Fox Business: Time Inc. taglia 700 posti, e giornalisti

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