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14 incredibili copertine che raccontano l’America hip hop

Le copertine delle riviste raccontano il loro tempo più di tante parole. Quelle dei giornali per le nuove generazioni o le minoranze, come Vibe, bimestrale di cultura Hip Hop e R&B americana, spalancano il mondo dei segni. Idoli, look, sessualità, messaggi politici lanciati con il corpo. Sono come quei piccoli quadri con le figure dei santi appese alle pareti per l’adorazione del fedele perché indicano la Via: icone.

Creo una gallery di copertine di Vibe prendendo spunto da una notizia di questi giorni: la storica testata, lanciata nel 1993 dal geniale musicista e producer Quincy Jones, è stata venduta a un nuovo editore, SpinMedia (ex BuzzMedia). Paga il calo della pubblicità, che flagella i periodici di ogni parte del mondo, e la flessione dei lettori (Vibe ha una diffusione di 300 mila copie. Il sito ha 1,4 milioni di visitatori unici e 1,6 milioni di video visti al mese). La nuova proprietà preannuncia investimenti nel sito. Entro il 2013 Vibe cesserà le pubblicazioni cartacee per vivere solo nella dimensione digitale. Proprio come successo a SPIN, di propietà dello stesso nuovo editore.
Ma la monumentalità delle copertine è irriproducibile nel digitale.
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Non solo Newsweek: anche Spin tra le chiusure di periodici

Chiude Spint, testata musicale che da 27 anni raccontava la scena musicale alternativa. Il periodico, un mensile che era stato trasformato in bimestrale per tentare di salvare l’edizione cartacea, uscirà solo in formato digitale.

NON SOLO NEWSWEEK. Riporto la notizia della chiusura di Spin, magazine americano letto nel mondo, per tre motivi. Il primo è dire che non solo Newsweek abbandonerà le edicole dal 2013. Il secondo è far vedere come si è arrivati al capolinea: prima di diventare una testata che esce solo online, Spin ha cambiato periodicità, puntato su articoli più lunghi, enfatizzato l’aspetto patinato: ma diventare un prodotto “di lusso” non è bastato. Il terzo aspetto è quel che accade nel mondo dei periodici musicali, pesantemente colpiti dall’avanzare del digitale: c’erano molti concorrenti oggi, di fatto, sopravvive solo Rolling Stone.

I DATI. Spin, negli ultimi dieci anni, ha visto un declino della raccolta pubblicitaria da 661 pagine nel 2003 a 378 nel 2011, con un calo del 43%. Nei primi nove mesi del 2012 c’è stata un’ulteriore, devastante, discesa del 40%, da 287 a 171 pagine.

Quanto alle copie vendute, nel secondo semestre 2011 Spin vendeva, tra edicola e abbonamenti, 460 mila copie, sotto del 15% rispetto allo stesso periodo del 2005.

M’interessa perché: 1) descrive il percorso discendente di molti giornali; 2) fa vedere che si scende a tappe.

Il punto: testate famose sopravviveranno nel digitale?

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Madiapost: chiude il periodico musicale Spin

Spin-A

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