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L’Anno in cui Abbiamo Rottamato il Computer – Il Boom del Mobile nel 2013

Nel 2013 c’è il boom della pubblicità sul mobile, cioè su tablet e smartphone. E per la fine dell’anno si venderanno più apparecchi di questo tipo che pc. La principale porta d’accesso a internet non è più il computer

PUBBLICITÁ NEL 2013 Riprendo le previsioni diffuse da ZenithOptimedia sulla pubblicità. Sono impressionanti. Dicono che nel mondo, quest’anno, c’è il boom della pubblicità sul mobile. Se guardiamo alle somme di denaro investite, sono decisamente inferiori che sulla tv e nei giornali. Ma il mobile è quello che cresce di più. E continuerà a farlo nei prossimi anni (per il 2015 la pubblicità su mobile sarà pari, a valore, al 25,2% di quella su internet e al 6% del totale).

Il mobile cresce 7 volte più velocemente della spesa pubblicitaria per l’internet da desktop: +77% nel 2013, +56% nel 2014, +48% nel 2015. Complessivamente la spesa su internet cresce invece di APPENA il 10% l’anno.

SMARTPHONE BATTE PC Non c’è da stupirsi, dice l’articolo riportato in link alla fine del post.

Per quest’anno, infatti, si prevede che negli Usa, e a maggior ragione negli altri Paesi, si venderanno più apparecchi mobili che personal computer. E lo smartphone sta diventando lo strumento più utilizzato per entrare in internet.

I GIORNALI C’è qualche parola di conforto per la carta stampata? Sì, nel 2012 la spesa in pubblicità su quotidiani e periodici americani ha comunque superato quella su internet. E nel 2015 sarà ancora così, se si somma la radio alla carta stampata.

Il punto: per il futuro, quotidiani e periodici devono guardare sempre di più al tablet. Lo si dice anche nell’articolo qui sotto: gli editori sono in ritardo nel fornire contenuti per il mobile.

Techcrunchla pubblicità nel 2013.

TechCrunch

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Investimenti pubblicitari in crescita ma non nei periodici

A livello globale la raccolta pubblicitaria nei media, carburante indispensabile per mandare avanti i periodici, crescerà nei prossimi tre anni.

Ma gli editori di magazine non ne trarranno vantaggio. E l’Europa avrà risultati deludenti, se confrontati con il resto del mondo.

A queste conclusioni giungono le stime pubblicate ieri da ZenithOptimedia (Publicis Groupe).

Gli investimenti pubblicitari supereranno complessivamente i 570 miliardi di dollari in tre anni, con i media digitali e i mercati emergenti a beneficiarne maggiormente.

Nel 2012 si prevede una crescita del 3,3%, nel 2013 si salirà del 4,1%. Guardando ancora più avanti, si prevede un +5% nel 2014 e un ulteriore +5,6% nel 2015. Totale stimato: 574 miliardi di dollari.

Ma il mappamondo non è rotondo.

Per il 2015 l’Europa Occidentale registrerà una crescita degli investimenti di 4,7 miliardi di dollari, meno di quanto farà il Brasile da solo (5,6 miliardi di dollari).

Passando ai vari settori dei media, la televisione avrà una crescita e la sua fetta di investimenti pubblicitari resterà stabile al 40% dell’intera torta.

Il web passerà dal 18% al 23,4% nel 2015. E’ importante entrarci, se si è editori di giornali, periodici e non.

Si riduce invece la quota dei quotidiani, che scende dal 18,9% al 15,9%, e quella dei periodici (eccoci) che scenderanno un ulteriore scalino del loro (reversibile?) declino, passando da una raccolta pubblicitaria complessiva di 43,2 miliardi di dollari a 41,6 miliardi.

Urge rinnovare i giornali per intercettare sulle piattaforme digitali la pubblicità in fuga dalla carta stampata.

 

M’interessa perché: 1) spiega che i periodici possono reggere al calo dei fatturati soltanto se si espandono nel digitale; 2) comunque i periodici (e i quotidiani) diventeranno realtà economiche più piccole.

Warc: crescono gli investimenti in pubblicità

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